PRECISAZIONI “Fare sesso con la moglie defunta è lecito per l’Islam”

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Ci segnalano un articolo pubblicato il 18 settembre 2017 su Today:

“Il sesso con la moglie defunta? Per l’Islam è una pratica lecita”: ha dell’incredibile la fatwa islamica emessa in diretta televisiva da un docente dell’università di alAzhar, la massima autorità religiosa dell’Islam sunnita nel mondo che ha la sua sede nella capitale egiziana il Cairo.

L’editto religioso che ammette quello che viene chiamato “il coito d’addio” con la consorte morta ha provocato un coro di condanne in tutto il Paese come riportano oggi diversi media locali. A pronunciare la controversa fatwa in un programma televisivo è Sabri Abdul Rauf, docente di Giurisprudenza comparata all’Università al Azhar.

“Il coito d’addio è insolito ma è Halal (che vuol dire appunto, lecito)”, ha detto il professore all’emittente satellitare LTC. Alla domanda del giornalista se fare l’amore con una morte non sia da considerare “la profanazione di un cadavere”, il docente di Giurisprudenza islamica non ha dubbi e spiega che “il marito che fa questo non compie un atto illecito e quindi non può essere condannato per adulterio”.

Grazie alla collaborazione di Irene Favalli, lo staff di Bufale.net ha avuto possibilità di poter conoscere le fonti locali con la traduzione in italiano dell’articolo di Elaph Journal pubblicato in lingua araba il 15 settembre 2017.

Andando per ordine, a riportare le fonti sono anche le testa italiane tra cui Il GiornaleLibero QuotidianoSabri Abdul Rauf, docente di Diritto comparato presso l’Università al Azhar, avrebbe parlato all’emittente LTC emettendo la fatwa del “coito d’addio”, ovvero il sesso con la consorte defunta, che egli considera insolito ma comunque Halal, lecito. Per fatwa si intende un responso giuridico su questioni riguardanti il diritto islamico o pratiche di culto (Treccani). Sul Sussidiario.net leggiamo:

Nella tradizione islamica la fatwa era un consiglio che si chiedeva a un esperto di diritto, di leggi, da parte di un giudice. Si chiedevano cioè chiarimenti ed approfondimenti su aspetti della Sharia, la legge coranica, che oggi tra l’altro non è sempre in uso neanche nei Paesi a maggioranza islamica. Una consulenza insomma, che poi non aveva alcun aspetto di esecuzione automatica: l’esperto offriva solo il suo parere personale e spesso e volentieri accadeva anche che sullo stesso argomento venissero espresse fatwa tra di loro discordanti.

La fatwa espressa dunque dal docente Abdul Rauf ha scatenato la reazione sia degli stessi musulmani che dello stesso Rettore dell’Università Al-Azhar, come riporta Elaph Journal nella traduzione di Irene Favalli, che ringraziamo:

Al-Azhar mette sotto indagine l’autore della fatwa “relazioni con la donna morta”

Il rettore dell’Università al-Azhar ha deciso che il dottor Sabri Abd al-Ra’uf sarà sottoposto ad indagine dopo (aver emesso) la fatwa sulla permissibilità del rapporto sessuale dell’uomo con la moglie deceduta e ciò che resta di lei, in seguito alle reazioni di condanna a livello religioso e sociale.

“Elaph” da Il Cairo: il rettore dell’Università al-Azhar, il dottor Muhammad Husayn al-Mahrsawi, ha reso noto la decisione di sottoporre ad indagine sia il dottor Sabri Abd al-Ra’uf sia la dottoressa Su’ad Salih, a causa di dichiarazioni e fatwa tramite i mezzi di informazione che sono in contrasto con l’approccio di al-Azhar.

In un comunicato l’Università di al-Azhar ha aggiunto che l’indagine su di loro includerà anche le loro apparizioni in canali d’informazione diversi da quelli che hanno ricevuto l’approvazione dell’Università al-Azhar.

al-Mahrsawi ha dichiarato che l’indagine sui due professori di al-Azhar si svolgerà sulla base delle fatwa a sfondo fortemente sessuale che i due hanno emesso, confermando che nessun ragionamento le ammette e che se anche ce ne fosse uno, questa è una questione la cui considerazione non è assolutamente ammissibile.

Non c’è interpretazione

Ha chiarito che ha preso questa decisione per difendere l’Università al-Azhar e l’Islam, indicando che è necessario che la ritrattazione di Abd al-Ra’uf riguardo alle fatwa che ha emanato sia presente nell’indagine.

Ha anche affermato che ciò che ha dichiarato Abd al-Ra’uf non proviene dalla porta dell’ijtihad (= non fa parte delle norme di interpretazione), poiché se fosse così non sarebbe adeguato che l’argomento fosse destinato alla popolazione, specialmente perché questo arreca danno ad al-Azhar e all’Islam.

Il dottor Sabri Abd al-Ra’uf, professore di diritto comparato presso l’Università al-Azhar, ha rilasciato una fatwa secondo la quale al marito è permesso avere rapporti con la moglie defunta o ciò che viene definito “coito di addio”.

Ha dichiarato: “Questo è halal (permesso), ma dov’è l’essere umano che gradisce una cosa del genere?”

Nel programma “di cosa si discute”, in onda sul canale satellitare ITC, ha aggiunto: “Certo la questione è aberrante, ma non rientra tra le norme legali legate all’adulterio, e se il marito lo facesse, violerebbe le consuetudini e non verrebbe punito con le pene per adulterio” indicando che “spetta a chi si occupa della questione redarguire l’uomo se lo fa”.

La fatwa ha scatenato molte polemiche e rabbia in Egitto, soprattutto perché non è la prima di Abd al-Ra’uf, protetto dei più grandi ulama’ di al-Azhar.

Aberrazione inammissibile

Il ministro dei waqf, il dottor Muhtar Gama’a, l’ha descritta come “un’aberrazione”, affermando che gli dispiace molto per l’uscita di alcune fatwa aberranti e irrazionali ultimamente; mentre dal lato opposto il dottor Muhammad Abd al-‘Ali, ex professore di diritto all’Università di al-Azhar, afferma che il rapporto con la moglie morta non è permesso ma vietato dalla shari’a.

Ad “Elaph” ha inoltre dichiarato che questa azione è un oltraggio alla santità del morto e un abuso dei cadaveri, sottolineando che la shari’a proibisce l’oltraggio dei morti.

Nel frattempo il dottor Su’ad Salih, professore di diritto comparato all’Università al-Azhar, ha emesso un’altra fatwa in cui dice (al femminile, Ndt): “Ci sono alcuni giurisperiti che hanno emesso fatwa sulla permissibilità del rapporto di un uomo con animali”, suggerendo (femminile, Ndt) che non bisogna prestare attenzione a fatwa come queste.

È dunque chiaro che le reazioni vengano da posizioni ben definite, come il Rettore dell’Università e il Ministro dei Waqf. È ben evidenziato, inoltre, che la shari’a proibisce l’oltraggio dei morti, e dunque la fatwa espressa dal docente non è in linea con l’Islam stesso. La sua apparizione televisiva è disponibile in questo video su YouTube:

È dunque in corso un’indagine sulle dichiarazioni di Sabri Abdul Rauf e – secondo Elaph Journal – al centro dell’indagine vi è anche la dottoressa Su’ad Salih. Per questo parliamo di precisazioni: alcune testate italiane hanno attribuito la fatwa del coito d’addio direttamente a una pratica in linea con l’Islam. In realtà l’oltraggio dei morti è condannato e proibito, proprio per questo le dichiarazioni di Abdul Raif sono finite nel mirino di un’inchiesta.