PRECISAZIONI: Il midollo osseo NON è il midollo spinale

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Tutti noi sappiamo cosa significhi donare il sangue, molto più raramente sappiamo cosa sia e come viene effettuata, una donazione di midollo osseo.

Il nostro intento, con questo articolo, è quello di cercare di darvi le giuste informazioni, sfatando così leggende e bufale che girano attorno a questo argomento.

In questo siamo stati sollecitanti anche da alcuni membri dell’ADMO (Associazione Donatori Midollo Osseo) e da Licia, il cui fratello, affetto da leucemia, non ha ancora trovato un donatore di midollo compatibile.

Forse potresti essere tu, che leggi queste righe, a salvargli la vita.

Sappiamo che, una sorta di leggenda metropolitana, fa credere che le donazioni di midollo siano pratiche dolorose e pericolose per il donatore, a cui il midollo viene estratto con enormi siringhe infilate nella spina dorsale, senza anestesia. Alcuni paragonano le donazioni di midollo a quelle di organi come il rene e si pensa che la vita possa essere parzialmente compromessa in seguito alla donazione. Ovviamente ciò è completamente falso: donare il midollo è semplice, sicuro, e poco (o per nulla) invasivo. La donazione è paragonabile a quella del sangue.

Perché c’è bisogno di midollo osseo?

Con il trapianto di midollo osseo e cellule staminali, i pazienti affetti da tumori come la leucemia, possono ricevere dosi più massicce di chemioterapia e radioterapia che normalmente distruggono le cellule tumorali, in quanto esse si dividono più rapidamente rispetto alle sane. Il problema è che anche le cellule del midollo si dividono rapidamente e chemioterapia o/e radioterapia possono distruggere queste cellule insieme a quelle tumorali. Danneggiare o distruggere le cellule del midollo impedisce la creazione di cellule ematiche, necessarie a combattere infezioni o emorragie nelle persone malate.

Il trapianto di staminali serve a ricreare una riserva di cellule distrutte dalle terapie; le cellule sane trapiantate, permettono al midollo osseo di produrre nuovamente le cellule ematiche necessarie al paziente

Come funziona, dunque la donazione del midollo osseo?

Per prima cosa, il potenziale donatore deve sostenere un breve colloquio con medico (o un sanitario abilitato) che valuterà una prima idoneità ad un’eventuale donazione.

Se il donatore viene ritenuto idoneo, si procede con un semplice prelievo di sangue oppure di cellule della mucosa della bocca (con una sorta di cotton fioc). Su questi campioni biologici viene eseguito un test del DNA e le informazioni risultanti, vengono successivamente inserite in un archivio informatico mondiale, in grado di stabilire l’eventuale compatibilità con persone che necessitano di un trapianto di cellule staminali.

Cosa succede nel caso in cui il donatore sia compatibile con un ammalato?

Per prima cosa il centro più vicino ricontatterà il donatore per un nuovo colloquio, teso a verificare che non siano subentrate delle condizioni che impediscano la donazione. Verrà eseguito un nuovo prelievo e qualora venga confermata la compatibilità, verranno eseguiti nuovi, successivi esami, per preparare l’eventuale donatore.

La donazione può avvenire in 2 modi distinti, a seconda delle necessità e del cento trapianti che la esegue.

Statisticamente, il 70% delle donazioni, avviene tramite “sangue periferico”: si tratta di un prelievo in day-hospital che dura poche ore, in questo caso, il donatore deve assumere, nei 4 giorni precedenti l’intervento, un farmaco che stimoli la produzione di cellule staminali. Il sangue passerà attraverso un separatore cellulare che raccoglierà le staminali che verranno prelevate.

Il restante 30% delle donazioni, avviene in sala operatoria, tramite un prelievo di midollo dalle ossa cave del bacino, in anestesia locale o totale. L’intervento è indolore e non comporta alcun tipo di danno o menomazione. Sarà il centro trapianti a determinare come effettuare la donazione, previo consenso del donatore.

Cosa fare per diventare donatore?

L’unico limite è dato dall’età: il donatore non può avere più di 35 anni, non  può avere un peso inferiore ai 50Kg e non deve avere malattie del sangue, croniche gravi o forme infettiva (AIDS, epatite ecc.).

Contatta il centro ADMO più vicino a te, per saperne di più.

Soltanto una persona su centomila è compatibile, potresti essere tu.

Per ulteriori informazioni visita il sito: www.admo.it