PRECISAZIONI La CIA dice che Hitler è vivo in Sudamerica – bufale.net

PRECISAZIONI La CIA dice che Hitler è vivo in Sudamerica – bufale.net

La più pervicace delle leggende metropolitane è il complotto sulla morte di Hitler.

Morto suicida in un bunker secondo la Storia, ucciso dal Soldato di Inverno, amico fraterno di Capitan America, che poi ha simulato il suo suicidio per nascondere il suo intervento secondo i film ed i fumetti della Marvel, oppure, come tutte le teorie cospirazioniste più in voga dichiarano, fuggito in Sudamerica per vivere una vita tranquilla.

Teorie tornate in auge con la declassificazione del documento CIA #HVCA-2592, rilanciato in questi giorni dalla stampa nazionale e agitato dalla controinformazione come prova che Hitler era ancora vivo nel 1955, qunado, secondo le interpolazioni di vari blog, un “agente della CIA l’avrebbe riconosciuto in una foto”

Ma non è quello che dice la stampa.

V’è preliminarmente da dire che HVCA-2592, scoperto in Italia solo in questi giorni, è in realtà noto da diversi mesi alla stampa internazionale, che gli ha riservato un’accoglienza nel pantheon delle voci sulla morte di Hitler calorosa, ma neppure tanto.

La traduzione del testo offerta dal Messaggero, corretta, ridimensiona infatti la portata del documento rivoluzionario

Cimelody-3 – si legge – è stato contattato il 29 settembre 1955 da un amico di fiducia che ha servito sotto il suo comando in Europa e che attualmente risiede a Maracaibo. L’amico di Cimelody-3 ha affermato che durante l’ultima parte del settembre 1955, Phillip Citroen, ex ufficiale delle SS, gli ha detto in via confidenziale che Adolph Hitler è ancora vivo. Citroen ha sostenuto di aver avuto un contatto con Hitler in Colombia durante un suo viaggio da Maracaibo verso quel Paese come impiegato della Knsm (Royal Dutch) Shipping Co. Ha poi sostenuto che Hitler ha lasciato la Colombia per l’Argentina introno a gennaio del 1955

Siamo negli anni ’50 e ’60, e la CIA raccoglie ogni testimonianza possibile sul destino di gerarchi e personalità importanti del regime nazista: anche quelle di mitomani.

Gli armadi della CIA sono pieni di casi di mitomania debitamente registrati: come accade ogni volta che dopo un crimine particolarmente efferato si chiede l’aiuto della popolazione per trovare il “mostro” e, a distanza di anni, continuano ad apparire testimonianze di ogni tipo che farebbero pensare alla bilocazione se non all’immortalità, la “storia postuma” di Hitler è disseminata di avvistamenti misteriosi, trame fantascientifiche e suggestioni di un Hitler anziano che tra la bocciofila ed i cantieri stradali sogna ancora il Quarto Reich e delatori pronti a giurare ad agenti della CIA di aver identificato un Hitler anziano in una foto sgranata (dimostrando, come dice Snopes, che i complottisti che oggi scrivono email ai quotidiani online e, non ricevendo risposta alcuna, decidono di mettersi in proprio usando Facebook, email, WhatsApp e simili per viralizzarsi un tempo semplicemente affollavano gli uffici di CIA ed FBI di “delazioni quasi sicure”).

La chiave è in una delle conclusioni dell’agente che ha ricevuto la delazione di cui trattasi, che dichiara

non essere nella posizione di dare una valutazione d’intelligence dell’informazione, che è stata trasmessa perché di possibile interesse

Conegnando quindi il rapporto HVCA-2592 tra le centinaia, se non simili, testimonianze di “presunti avvistamenti di nessuna valutazione”, dopo aver annotato, letteralmente, l’ennesima variante della storia di “Mi ha detto mio cugino che ha un amico nella CIA che una volta ha visto Hitler che parlava con un tale”.

In parole povere, bufale d’epoca, narrazioni simili alla storia dell’“amico del carabiniere che mi ha fatto vedere delle carte segrete che annunciano un attentato” che trovavano sbocco nella delazione anonima alla CIA, finendo la loro corsa in armadi polverosi e non sui cellulari di tutti, diventando quindi materia di chiacchericcio istantaneo ed intervento delle autorità per l’inevitabile reato di procurato allarme.