PRECISAZIONI La Asl Napoli 3 Sud assume ma bisogna saper parlare il napoletano

PRECISAZIONI La Asl Napoli 3 Sud assume ma bisogna saper parlare il napoletano

Ci segnalano un articolo pubblicato il 7 novembre 2017 su Business Insider:

Per trovare lavoro le lingue sono imprescindibili. E non è detto che oggi basti padroneggiare inglese, francese, tedesco… Se, per esempio, si volesse sperare di essere assunti presso la Asl Napoli 3 SUD (Torre del Greco), si dovrà dimostrare l’ottima conoscenza del dialetto napoletano.

“L’Essere capaci di comprendere anche interlocutori con spiccate caratteristiche dialettali” è infatti una delle caratteristiche richieste al candidato a norma del bando emanato dall’ASL per “la fornitura di servizio di supporto e gestione azione amministrativa per gli uffici”. Base d’asta dell’appalto 207.000 euro complessivi, scadenza prevista il 10 novembre 2017. A riportare la notizia, il sito Next Quotidiano.

Le aziende che intendono partecipare, dovranno quindi fornire sei addetti in grado di capire e parlare il dialetto partenopeo, anche perché le risorse saranno chiamate a “saper gestire conversazioni problematiche” (altro requisito previsto dal bando).

Colpisce che il requisito della lingua dialettale preceda nella lista delle skills richieste sia il titolo di studio minimo (“avere un livello di istruzione almeno pari alle medie superiori”), sia la conoscenza dei principali strumenti informatici (“saper utilizzare strumenti informatici standard”).

Continuando la lettura della richiesta inviata dalla Asl al MEPA, il Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione, per attivare il processo di gara con il canale RDO (Richiesta di Offerta), si evince che candidati saranno sotto posti a un “colloquio di approfondimento” per testarne le effettive capacità: “Per l’accettazione del personale proposto, sarà facoltà della Committente procedere ad un colloquio di approfondimento per verificare la corrispondenza delle competenze riportate nel CV”.

E quello del colloquio non è un aspetto secondario, perché potrebbe dare adito a ricorsi, visto che circoscrive di molto il numero dei possibili aspiranti alla posizione. Se l’“esame” con la Asl dovrà certificare l’effettiva conoscenza da parte del candidato del dialetto napoletano, vuol dire che la commissione dovrà testarlo. Tuttavia nessuno dei membri della commissione è in possesso di una “certificazione” riconosciuta di napoletano, un Toefl dei Campi Flegrei, per intenderci. E ancora, il dialetto di Salerno, per esempio, è simile al napoletano, ma non uguale, varrà comunque?

Interpellata da Business Insider, la dottoressa Rosaria Còmito responsabile del procedimento, è corsa ai ripari: «Quello è un bando vecchio che avevamo usato per l’Urp un paio di anni fa, perché al telefono non ha idea di chi possa chiamare!», racconta, «Mesi fa, quel bando è stato riadattato per il nuovo appalto, ma non è stata cancellata la parte riguardante il dialetto. Si è trattato di un refuso, abbiamo già provveduto alla rettifica che è stata comunicata questa mattina». Quindi il napoletano non sarà più requisito per la gestione amministrativa? «No», ha assicurato la dottoressa, «ogni regione avrà pari dignità!»

Tuttavia, un paio di anni fa quel bando era stato utilizzato per selezionare il personale dell’Urp… «Sì, in effetti è vero», ammette Còmito, «tuttavia giuro che non c’è stato l’esame di dialetto».

Il problema nasce dall’anteprima con la quale l’articolo si presenta sui canali social, che mostra un titolo diverso da quello che si legge quando si apre il link:

Il documento del bando reso disponibile da Business Insider, in effetti mostra un particolare requisito richiesto:

Lo stesso articolo, però, riporta le precisazioni di Rosaria Còmito, responsabile del procedimento. Rileggiamo:

Interpellata da Business Insider, la dottoressa Rosaria Còmito responsabile del procedimento, è corsa ai ripari: «Quello è un bando vecchio che avevamo usato per l’Urp un paio di anni fa, perché al telefono non ha idea di chi possa chiamare!», racconta, «Mesi fa, quel bando è stato riadattato per il nuovo appalto, ma non è stata cancellata la parte riguardante il dialetto. Si è trattato di un refuso, abbiamo già provveduto alla rettifica che è stata comunicata questa mattina». Quindi il napoletano non sarà più requisito per la gestione amministrativa? «No», ha assicurato la dottoressa, «ogni regione avrà pari dignità!».

 La vicenda è stata riportata per la prima volta da Next Quotidiano in un articolo del 30 ottobre. Si trattava dunque di un bando vecchio usato per le selezioni per l’URP (Ufficio Relazioni col Pubblico) riadattato per il nuovo appalto, ma nel suo rilancio è stato commesso un refuso. La Còmito, tuttavia, assicura che né nella precedente occasione né in questi giorni, al momento della selezione, si è verificato l’esame in dialetto.

Parliamo di precisazioni, dunque, in quanto il bando esiste come esiste la voce che fra i requisiti richiede la capacità di comprendere gli interlocutori con caratteristiche dialettali. Tuttavia si tratta di un refuso ripreso da un vecchio bando, dunque non esiste priorità a tale requisito.