NOTIZIA VERA Il Vaticano: “No all’ostia senza glutine” – bufale.net

0
473
http://www.bufale.net/home/wp-admin/options-general.php?page=ad-inserter.php#tab-11

Ci segnalano i nostri contatti il seguente articolo de Il Quotidiano, articolo lungo ed articolato, al quale si rimanda per una completa disamina, che ha attirato l’attenzione per questa parte

Il dicastero vaticano interviene anche sull’uso del pane con poca quantità di glutine e del mosto come materia eucaristica. Sul primo ricorda che le ostie completamente prive di glutine sono «materia invalida» per l’eucaristia, mentre sono valide le ostie «parzialmente prive di glutine e tali che sia in esse presente una quantità di glutine sufficiente per ottenere la panificazione senza aggiunta di sostanze estranee e senza ricorrere a procedimenti tali da snaturare il pane».

Il complesso rapporto tra la Chiesa Cattolica e le ostie per celiaci è risalente nel tempo. Già nel 2013 infatti, come riferisce l’Avvenire, la Chiesa Cattolica aveva escluso in toto le ostie prive di glutine come adatte alla Consacrazione Eucaristica, aprendo però all’uso di ostie con ridotto contenuto di glutine

La soluzione è arrivata grazie all’interessamento dell’Associazione italiana celiaci (Aic). «Si è così appreso – si legge nel comunicato Cei – che vengono prodotte ostie di frumento contenenti una quantità di glutine decisamente bassa, attestata da indagine di laboratorio, che, pur permettendo la panificazione (e ciò le rende materia valida per la consacrazione), non rende le ostie nocive alla salute dei celiaci». Il risultato di questa ricerca è stato comunicato alla Congregazione per la dottrina della fede, che ha approvato questa via, ritenendola conforme «alle disposizioni in ordine alla materia valida per la consacrazione e ai necessari parametri che salvaguardino la salute del fedele celiaco». L’Ufficio liturgico nazionale Cei, quindi, facendo da tramite tra le disposizioni del Dicastero vaticano e le Chiese locali, ha fornito alcune indicazioni pratiche. A partire dalla raccomandazione, rivolta ai parroci, a informarsi sulla celiachia e a «conoscere i propri parrocchiani celiaci aiutandoli perché siano alleviatele difficoltà e i disagi che incontrano nella vita quotidiana e nella partecipazione all’Eucaristia». Una particolare attenzione, poi, con il coinvolgimento dei catechisti, è richiesta nei confronti dei bambini celiaci. La nota Cei, inoltre, indica con precisione quali sono le ostie – prodotte da una ditta tedesca con sede a Miltenberg am Main – che, rendendo valida la consacrazione, rispondono ai criteri per i celiaci: si tratta di particole confezionate con amido di frumento di tipo Cerestar. Vengono, inoltre, indicati due punti vendita in Italia che importano queste ostie: uno con sede a Udine e l’altro a Brescia.

Cosa è successo negli ultimi anni? In questi giorni è intervenuta una lettera della Congregazione per il Culto Divino, datata 8 luglio, che sostanzialmente conferma l’indirizzo già presente, stabilendo a conferma e chiarificazione della Lettera circolare del 24 Luglio 2003 che:

4. La Congregazione per la Dottrina della Fede, nella Lettera circolare ai Presidenti delle Conferenze Episcopali circa l’uso del pane con poca quantità di glutine e del mosto come materia eucaristica (24 luglio 2003, Prot. N. 89/78 – 17498), ha reso noto le norme riguardanti le persone che, per diverse e gravi motivazioni, non possono assumere pane normalmente confezionato o vino normalmente fermentato:

a) «Le ostie completamente prive di glutine sono materia invalida per l’Eucaristia. Sono materia valida le ostie parzialmente prive di glutine e tali che sia in esse presente una quantità di glutine sufficiente per ottenere la panificazione senza aggiunta di sostanze estranee e senza ricorrere a procedimenti tali da snaturare il pane» (A. 1-2).

b) «Il mosto, cioè il succo d’uva, sia fresco sia conservato sospendendone la fermentazione tramite procedure che non ne alterino la natura (ad es. congelamento), è materia valida per l’Eucaristia» (A. 3).

c) «Gli Ordinari sono competenti a concedere la licenza di usare pane a basso tenore di glutine o mosto come materia dell’Eucaristia a favore di un singolo fedele o di un sacerdote. La licenza può essere concessa abitualmente, finché duri la situazione che ne ha motivato la concessione» (C. 1).

Si parla quindi di licenze particolari che il ministro di culto deciderà caso per caso, per concedere al fedele l’accesso alla comunione mediante ostie a basso contenuto di glutine, non nocive per la salute del Celiaco, di concerto con l’Associazione Italiana Celiaci.

Sono contenuti nella circolare altri elementi: le ostie dovranno essere di solo frumento, con le ostie per celiaci e quelle “regolari” divergenti solo nelle qualità usate come indicato, senza l’introduzione di aromi o altri ingredienti, ma con ammessa la possibilità di usare OGM, unica apparente precisazione di una circolare che sostanzialmente conferma l’esistente.

AGGIORNAMENTO: La nostra affezionata lettrice C.S. ci segnala un ulteriore aggiornamento dell’Associazione Italiana Celiaci, che precisa come

le particole, per essere conformi alle norme ecclesiastiche, devono contenere glutine, anche se in quantitativi minimi.

Tenuto in considerazione il quantitativo di particola assunta dal fedele, sono considerate idonee al celiaco sia le ostie garantite “senza glutine” (contenuto massimo di glutine di 20 mg/kg) sia le ostie “con contenuto di glutine molto basso” (contenuto massimo di 100 mg/kg). Di seguito, potete trovare una lista di aziende che ci hanno comunicato di commercializzare anche ostie per celiaci.

Possono fare eccezione unicamente casi di soggetti ipersensibili che si comunicano quotidianamente, per cui è necessario il confronto con il proprio medico curante.

Suggerendo un elenco di fornitori (approvati di concerto con la Santa Sede) e suggerendo una serie di elementari cautele, come il tenere le ostie con contenuto minimo di glutine in una pisside separata rispetto alle altre, preparando un diverso calice di vino per la rituale immixtio, ed avendo cura di effettuare il rito della comunione in modo il più fluido possibile, evitando emarginazione nel celiaco.