NOTIZIA VERA Norvegia, gruppo nazionalista su Fb: “Invasione di donne col burqa”, ma sono i sedili vuoti del bus – bufale.net

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La fretta è cattiva consigliera, recita un antico adagio, seguito dall’altrettanto noto proverbio tutto il mondo è paese.

Anche all’estero, pare, esistono orde di indinniati speciali pronti a latrare odio e xenofobia per riflesso pavloviano dinanzi a qualsiasi cosa. Letteralmente qualsiasi cosa.

Bastano così un utente con tanto tempo tra le mani, un ambiente politico ostile ad un determinato fenomeno, un gruppo Facebook (che apprendiamo dalla pagina amica Commenti Fantastici e Dove Trovarli essere habitat ideale per enormi sorprese) dal titolo “Fedrelandet viktigst” (“Prima la patria“) e la foto di diverse file di sedili vuoti (ma, oggettivamente, orrendi e dall’aria scomoda) perché lo scenario devolva dal serio al faceto, per poi fare cerchio e diventare grottesco

In Norvegia, sulla bacheca Facebook del gruppo nazionalista “Fedrelandet viktigst” (“Prima la patria”) e che conta quasi 13mila iscritti, quasi ogni giorno si discute sulla presunta “islamizzazione” del Paese. Un utente ha dunque postato la fotografia di quello che – evidentemente – gli doveva sembrarare un autobus con a bordo donne in burqa, chiedendo un parere agli altri membri. “Spaventoso”, “tragico”, “inquietante” sono alcuni tra i commenti più ricorrenti. Altri, invece, esprimono preoccupazione “per le armi e le bombe tenute nascoste sotto gli indumenti”. Peccato che quasi nessuno tra i sostenitori della causa nazionalista si sia accorto che quella in questione era solo una fotografia di sedili vuoti. A farlo è stato, però, Sindre Beyer (iscritto a “Fedrelandet viktigst” per monitorarne le attività) che ha catturato le schermate “incriminate” e diffuso le foto dei commenti e delle teorie più assurde sul suo profilo Facebook. Un epic fail ripreso dai maggiori media norvegesi e che in poche ore ha fatto il giro del web, diventando virale.

E non solo i media norvegesi: l’Inquirer ha raccolto la testimonianza dell’utente Slattavik, rivelatosi essere un autoconfesso troll che aveva trovato nel fertile sottobosco degli indinniati di destra nazionalista un palcoscenico ideale per i suoi esperimenti

“I have thought about the differences between legitimate criticism of immigration to Europe and blind racism and xenophobia. I wanted to look into these differences: something I think I have achieved by setting up this practical joke and watching the reactions,” he explained.

“Ho pensato alla differenza tra la legittima critica all’immigrazione in Europa ed al cieco razzismo xenofobo. Volevo esaminare la differenza: qualcosa che mi è riuscito, credo, mettendo a segno questa burla ed esaminando le reazioni”, ha dichiarato.

Metro.us fornisce inoltre screen di un maggior numero di commenti: riteniamo che la burla di Slattavik abbia scoperchiato il proverbiale Vaso di Pandora, facendo la fortuna delle versioni locali di pagine come Commenti FantasticiAdotta anche tu un Analfabeta Funzionale, ma anche, citando e parafrasando Sindre Beyer, gettando una tetra luce sugli angoli più oscuri del Web.