NOTIZIA VERA Non ha i soldi per il regalo alla maestra: mamma picchiata dalle altre – bufale.net

NOTIZIA VERA Non ha i soldi per il regalo alla maestra: mamma picchiata dalle altre – bufale.net

Ci segnalano i nostri contatti la seguente notizia, targata Made in Italys

Per tantissime famiglie la situazione economica non è delle migliori. Sono diversi i genitori che non riescono ad arrivare a fine mese e di conseguenza le spese extra sono qualcosa da evitare. In una situazione del genere si è trovata una mamma straniera da 15 anni in Italia. La signora in questione non ha potuto dare i soldi per il regalo alla maestra della classe della figlia. La famiglia purtroppo non è benestante e la donna non ha potuto sostenere una spesa non necessaria. Però, le altre mamme non l’hanno presa proprio bene.

La triste storia è avvenuta a Cosenza. La protagonista della vicenda è una mamma single che non ha potuto partecipare economicamente alla colletta per il regalo della maestra della figlia. La donna di colore è stata presa di mira dalle altre mamme tanto che l’hanno insultata e aggredita. Le madri dei compagni di classe della figlia non hanno preso bene il fatto che la donna non avesse partecipato alla colletta e hanno sfogato tutta la loro rabbia contro la povera madre.

Quando la donna ha fatto sapere alle altre mamme di non poter mettere i soldi per il regalo della maestra, le mamme, dei compagni di scuola di sua figlia, l’hanno riempita d’insulti, anche razzisti. Alcune l’hanno spinta, altre le hanno dato tantissimi pizzicotti sulle braccia. “Mi hanno chiamata brutta straniera, morta di fame, mi hanno detto di non dimenticare dove mi trovo e di tornare da dove sono venuta” ha detto la madre.

La donna ha dovuto chiamare la polizia

La mamma ha tentato di giustificarsi ma le altre non hanno voluto sentire ragione. Le donne hanno risposto dicendo che anche loro hanno difficoltà economiche ma comunque fanno sacrifici per eventi come quello. La donna è stata aggredita con talmente tanta cattiveria che ha dovuto chiamare la polizia.

La donna non è sposata e manda avanti la sua famiglia solo grazie a lavori occasionali. Ora, però, la mamma è molto preoccupata per la figlia, infatti, teme che ci possano essere ripercussioni. “Sono preoccupata per mia figlia, mi rendo conto della realtà che vivo, di ciò che può succedere” ha dichiarato la donna.

Per quanto possa sembrare strano che una Echo Chamber divulghi una notizia reale e non una viralizzabile, la storia corrisponde perfettamente ad una versione rimodulata nel testo, ma non nel contenuto, di un reale articolo della Gazzetta del Sud, dove la giornalista R. Baldino, che i blog che hanno riportato la storia col testo variato come un compito in classe copiato da un ragazzino svogliato che ha adocchiato un compagno di classse portato, narrano senza la citazione dell’autore.

Naturalmente, vi consigliamo la lettura integrale dell’articolo originale, da cui è nata tutta la discussione: per rispetto per la storia, per il giornalismo, e per avere una chiara visione di insieme di una storia già turpe senza bisogno del clickbait.

Vi saranno delle indagini, giacché, appurata l’esistenza di una denuncia, spetta ora agli inquirenti accertare i fatti, ma nel frattempo la storia non è priva di un seguito.

Infatti

E mentre la donna ha raccontato in Questura quanto subito, anche il settore “Educazione”, ha aperto un’indagine interna, allo scopo di chiarire i contorni della vicenda e verificare eventuali responsabilità. Secondo quanto documentato dal giornale, infatti, la signora ha raccontato di essere stata «spintonata e schiaffeggiata dalle mamme delle compagne di classe perché non avevo i soldi per fare il regalo alla maestra». A nulla sarebbero valse le spiegazioni sul delicato momento attraversato. Al suo indirizzo sarebbero giunte frasi offensive come “brutta straniera” e “morta di fame”. Quindi l’epilogo, con la decisione di denunciare la vicenda alle autorità.

La posizione del Comune di Cosenza

«Se i fatti corrispondessero al vero – riporta una nota del Comune – si tratterebbe di un vergognoso caso di discriminazione razziale ed economico che l’istituto scolastico competente dovrà redarguire e censurare nei modi di legge». In un luogo di tolleranza e convivialità quale la scuola, «non sono tollerabili atti di bullismo verso i bambini e addirittura verso i genitori». Ancor meno l’aggressione e gli insulti ad una madre solo perché non avrebbe avuto la disponibilità economica per fare il regalo alla maestra: «sintomo di pochezza culturale, rispetto alla quale è inconcepibile pensare che la scuola possa risultare estranea solo perché i fatti sono accaduti all’esterno»

Asseverata la veracità della denuncia, non resta che attendere i riscontri dell’autorità.