DISINFORMAZIONE ALLARMISMO Maximulta per chi guida un’auto di cui non è l’intestatario – bufale.net

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Le camere dell’eco hanno un complicato rapporto con l’informazione. Quando trovano una notizia interessante, la diffondono all’infinito, come in un eterno Giorno della Marmotta o una televendita televisiva sempre uguale.

A volte arricchendo una vecchia notizia di “buoni consigli” che tanto buoni non sono, a volte dichiarandosi latori di notizie che gli altri non dicono perché hanno già dato a suo tempo, ma sempre suscitando clamore infondato.

È il turno del blog “Informato Sempre”, che tanto informato in quest’occasione non si è dimostrato

Si è scatenato il caos per la nuova norma che impone al conducente di essere lo stesso dell’intestatario del libretto di circolazione.

La multa in questione è di ben 700 euro, ma se letta e spiegata attentamente, la norma è molto più semplice di quello che si possa pensare.

Cosa dice la norma?

La norma dice: il proprietario e intestatario della carta di circolazione, se non coincida con l’utilizzatore del veicolo, avrà l’obbligo di comunicare di chi è in possesso di quel veicolo. In caso di omissione è prevista una sanzione di 705 euro, oltre al ritiro della carta di circolazione. Quando si dice che l’auto viene usata in maniera continuativa significa che la persona in questione usa l’auto da più di trenta giorni, è questo il fatidico periodo che può far incorrere alla sanzione.

Il problema non sussiste per quanto riguarda familiari, o per chi utilizza l’auto di qualcun altro in maniera saltuaria.

Abbiamo deciso di rispondere ad alcune domande ipotetiche per far maggiore chiarezza:

A chi bisogna fare la comunicazione dell’intestatario temporaneo?
All’Archivio Nazionale Veicoli (ANV), che è un nuovo registro che dovrebbe sostituire quello della Motorizzazione.

Come dimostro che guido l’autoveicolo da meno di 30 giorni?
È la Polizia che deve dimostrare che il veicolo viene guidato in maniera continuativa da più di 30 giorni. Quindi se volete essere sicuri, non dichiarate mai alla Polizia che si sta utilizzando l’auto da oltre un mese, se non si hanno i documenti in regola e se si utilizza l’automobile in maniera saltuaria.
Inoltre, se sulla carta di circolazione appare lo stesso indirizzo di residenza di chi si trova alla guida, come nel caso di una familiare, non si deve fare nulla per mettersi in regola.

Insomma in realtà ci sono pochi accorgimenti da seguire per non incorrere in questa pesante sanzione.

Fate girare questo articolo affinché tutti siano informati sulla realtà della norma.

Andiamo malissimo già dall’inizio: la misteriosa norma che Informato Sempre ci rivela essere fonte di allarme e paura in quanto nuova norma è l’art. 94, comma 4-bis, c.d.s. (come modificato ex L. 120/2010):

Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 93, comma 2, gli atti, ancorché diversi da quelli di cui al comma 1 del presente articolo, da cui derivi una variazione dell’intestatario della carta di circolazione ovvero che comportino la disponibilità del veicolo, per un periodo superiore a trenta giorni, in favore di un soggetto diverso dall’intestatario stesso, nei casi previsti dal regolamento sono dichiarati dall’avente causa, entro trenta giorni, al Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici al fine dell’annotazione sulla carta di circolazione, nonché della registrazione nell’archivio di cui agli articoli 225, comma 1, lettera b), e 226, comma 5. In caso di omissione si applica la sanzione prevista dal comma 3.

Ce ne occupammo già nel 2014 quando la citata normativa (la cui sanzione, secondo il comma 3 del citato articolo è una sanzione amministrativa dagli euro 705 agli euro 3.526), entrata in vigore nel 2010, è stata attuata con dettagliatissimo regolamento nel corso del medesimo anno.

Come il viralizzatore possa definire “nuova” una norma che esiste dal 2010 ed è applicata chiaramente dal 2014 resterà un mistero pari solo al numero di condivisori che, per tre lunghi anni, hanno guidato senza conoscere una norma essenziale di circolazione stradale.

Parimenti, anche il presunto “nuovo” Archivio Nazionale Veicoli esiste già dal 2014.

Il resto dell’articolo? Il nostro viralizzatore ha fatto un bignami di alcuni articoli dell’epoca, arricchiti di strizzatine d’occhio furbette da “Italiano medio” come il consiglio di deprecabile consiglio di girare lo stesso ma non dire niente alla Polizia.

Il protocollo corretto invece lo fornimmo noi stessi nel 2014 e lo ribadiamo: nulla dovrà fare chi guida abitualmente la vettura di un familiare convivente e tutti gli altri soggetti se la caveranno con costi sicuramente minori rispetto alla sanzione, e, ove possibile, con l’applicazione di un “bollo adesivo” coi dati rettificati sul libretto:

per quanto concerne le flotte aziendali si può fare istanza cumulativa con un unico modello TT2120 versando una sola imposta di bollo (16 euro), ma le carte di circolazione vanno aggiornate singolarmente: si dovranno pagare i diritti di motorizzazione (9 euro) per quanti sono i libretti da aggiornare.

Resta ancora valida la Guida Utile che rilasciammo all’epoca, di seguito linkata.