DISINFORMAZIONE E ALLARMISMO L’Alluminio nella Vitamina K

DISINFORMAZIONE E ALLARMISMO L’Alluminio nella Vitamina K

Ci segnalano un post di tipo allarmistico sulla vitamina K ed il relativo farmaco che la contiene, medicinale che si somministra sopratutto ai neonati per via endovenosa e che, stando al post, conterrebbe  il famigerato alluminio, responsabile secondo i soliti “ben informati” di essere la causa, assieme a molti altri metalli, di tutte le patologie esistenti nel mondo:

Cercando la fonte di tale notizia ne troviamo traccia nel blog di Valdo Vaccaro, blogger e fervente sostenitore del digiuno terapeutico e della dieta vegan-crudista.
Trovate l’articolo completo a questo link.

Il medicinale in questione negli anni 90 è stato associato ad un aumento dell’incidenza del cancro nei bambini.
Eppure ben due ricerche, una inglese e l’altra statunitense, hanno smentito categoricamente tale correlazione come dimostrato in questo articolo:

(L’analisi) non fu capace di dimostrare una correlazione fra l’aumentato uso della vitamina K per via intramuscolare e l’incidenza della leucemia del bambino.
Anche una Task Force statunitense, dell’Accademia Americana di Pediatria, concluse che non c’è associazione fra a somministrazione di vitamina K per via intramuscolare e la leucemia del bambino o altri tumori maligni.

Ma quindi, come stanno realmente le cose? 

Già da come è presentata la notizia , viene subito da pensare all’ennesima bufala con protagonista uno dei colpevoli preferiti dai complottisti e cioè “big pharma”, ma se l’alluminio contenuto nei vaccini (sotto forma di sali di alluminio) c’è per un motivo ben specifico (migliorare la risposta del sistema immunitario e facilitare la produzione di anticorpi) a cosa potrebbe mai servire in un farmaco che non è un vaccino? Ancora, a cosa serve la vitamina K e, sopratutto perché si somministra ai neonati?

La vitamina K è contenuta in un medicinale che in Italia è prodotto dalla Roche, si chiama konakion e viene dato per via endovenosa ai bambini fin dalla nascita per prevenire/curare la sindrome emorragica neonatale, malattia che colpisce i più piccoli in caso di carenza di vitamina K e che può manifestarsi anche nelle prime 24 ore di vita del nascituro: colpisce determinati soggetti a rischio come ad esempio i nati prematuri.

Facendo una rapida ricerca sulla composizione del farmaco in questione questo è quello che si trova:

Ma allora, questo farmaco contiene o no alluminio?

Per rispondere alla domanda abbiamo contattato direttamente la Roche Italia. La risposta è molto più semplice di quanto si possa credere.

L’alluminio non è un ingrediente né della vitamina K né del farmaco che la contiene. Tuttavia non si può escludere la sua presenza all’interno del prodotto finito in quanto, ad esempio, alcune parti dei flaconcini del farmaco sono fatte di alluminio.
Quindi possiamo parlare di contaminazione. Ma quanto alluminio passerebbe dai contenitori al medicinale? Sarà mica pericoloso?

Per rispondere a questa domanda basta fare due conti e li facciamo usando le tabelle che ci vengono ” fornite dal Comilva.

Come valore massimo di riferimento per quanto riguarda l’alluminio consentito non ci si basa sulla sua percentuale contenuta nel farmaco ma sulla quantità che può essere tollerata nel sangue del paziente , quantità che varia in base all’età ed al peso. Prendiamo allora il valore più basso e che si riferisce ad un neonato. Tale valore è di 2 microgrammi. Quanto ne contiene la soluzione citata nel post? Basta fare due calcoli.
100 mcg/L su 0,5 ml significa 0,05 mcg ovvero 40 volte meno del valore più basso riferito ad un neonato.
Quindi una quantità insignificante e del tutto trascurabile.

Siamo quindi di fronte a della disinformazione fatta per creare dell’inutile allarmismo.