BUFALA Vasto: calci e pugni al cane per strada, automobilista ferma l’auto e gli spara ad un ginocchio

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Ci segnalano un articolo pubblicato il 15 giugno 2017 sul sito News Italia 24 (archive.is):

A quanto pare usava il proprio cane come valvola di sfogo, ma non è andata bene stavolta a Pietro Grasso, operaio abruzzese di 49 anni. Il tutto si è svolto a Vasto, ridente cittadina, dove però ieri si è consumata una vera e propria follia. Verso le 16:00 infatti, il signor Grasso stava passeggiando il proprio cane, abbastanza discolo a detta sua, cosìcché si è ritrovato spesso a rimproverarlo.

Ma dai rimproveri si è subito passati a vere e proprie percosse, tanto che sono in molti i testimoni ad affermare che il cane “guaiva di dolore, e appariva visibilmente spaventato. Inoltre i calci e i pugni erano sferrati con una violenza inaudita.”

È stata questa la scena che Vincenzo Profeta, guardia giurata di 31 anni, incensurato, con regolare porto d’armi, ha visto, ed a questo punto ha deciso di intervenire. Fermata la macchina ha chiesto spiegazioni, ma l’operaio gli ha intimato minacciosamente di farsi i fatti suoi, e che essendo suo il cane, se voleva lo avrebbe anche ammazzato, ricominciando a percuoterlo.

È stato a quel punto che Vincenzo Profeta ha estratto l’arma e ha sparato alla gamba dell’uomo, ferendolo ad un ginocchio. L’uomo è ora ricoverato, in prognosi riservata, mentre è scattato il fermo per Vincenzo Profeta, che ha però dalla sua numerosi testimoni, tutti pronti a testimoniare. Una vicenda davvero spiacevole, sulla quale vi terremo informati!

Per assicurare un certo apporto di visite all’articolo, gli autori del sito hanno pensato bene di fare uso del nome di Pietro Grasso, Presidente del Senato della Repubblica. L’altro personaggio è Vincenzo Profeta, arrestato ad Acireale nel febbraio 2017 per atti persecutori. La formula è quella della bufala-zombie, anche se questa volta abbiamo a che fare con la nuova versione di una bufala da noi smentita solamente l’11 giugno. A sua volta, la bufala è riciclata da un vecchio falso del 2015.

Abbiamo a che fare con un tipico esempio di bufala del giustiziere, questa volta proposta da un sito che nel disclaimer contiene l’ennesimo riferimento alla satira usata come pretesto per la pubblicazione di bufale. Non è possibile trovare alcun riscontro dalle testate ufficiali, è dunque evidente che l’articolo sia frutto della fantasia dell’autore.

Bufala, dunque, riciclata e strategica per la scelta dei nomi da attribuire ai personaggi.