BUFALA – Papa Francesco bacia le mani ai capi del terrore massonico-giudaico – Bufale.net

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Ci segnalano questa foto, diffusa ormai ininterrottamente da ben tre anni.

La grammatica incerta, la complottistica ed indinniante chiosa inneggiante ai capi del “terrore massonico-giudaico”, terminologia più degna dello sketch di Corrado Guzzanti Fascisti su Marte che di chi pretende di fare “controinformazione” (sovente, una parola inventata per nascondere il tentativo di attirare soldi e condivisioni con abominevoli ed atroci bufale virali) denunciano chiaramente la macro che vedrete per ciò che è: una bufala belluina

baciamano-bergoglio-giudei-massoni-ebrei

Il classico utilizzo delle immagini senza fonti, date, informazioni utili, senza nomi di persone, e contenenti soltanto paroloni per far indignare la gente.

La foto è stata scattata durante la visita di Papa Francesco in Israele nel maggio 2014, al memoriale di Yad Vashem, dove bacia simbolicamente le mani dei sopravvissuti della Shoa.

Pope Francis visit in Yad Vashem

Pope Francis visit in Yad Vashem

Potete vedere il video e le foto dell’incontro.

Non certo un baciamano umiliante, e nessun capo del terrore massonico-giudaico è stato baciato in queste foto, bensì

È stata letta in italiano l’ultima lettera di Ida Goldish prima di essere deportata. Il Papa ha salutato uno per uno sei sopravvissuti ai lager nazisti – Avraham Harshalom, Chava Shik, Joseph Gottdenker, Moshe Ha-Elion, Eliezer Grynfeld e Sonia Tunik-Geron – ed ha baciato le mani di alcuni di loro. Bergoglio ha ascoltato le loro parole a tu per tu.

Avevamo già notato come la feroce commistione tra stolida viralità ed una certa rissosa frangia dell’alt-right da web porta ad orrori legati proprio all’Olocausto, una delle pagine più oscure della storia italiana, tra complottisti ignoranti (o in aperto diniego) pronti a concionare sul numero delle vittime con conticini della serva (o da bimbetto particolamente stolto alle prese coi primi esercizi di aritmetica) o a vantarsi smodatamente di aver reso oggetto delle loro burle insolenti proprio il citato memoriale di Vad Yashem.

Al peggio non c’è mai fine: nè il peggio sa quando dovrebbe fermarsi, e continua, ancora ed ancora, a ripetere le sue tristi falsità.