BUFALA Leader Austriaco distrugge Gentiloni: un incapace che non difende il suo paese! – bufale.net

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Le Camere dell’Eco vivono in un complesso rapporto di parassitismo con la stampa nazionale: da un lato, per cementare nel pubblico la loro immagine di “informazione alternativa”, baluardo dell'”alternative fact” e del “Post-Truth”, delegittimano costantemente l’informazione accusandola di asservimento a fantomatici “poteri forti” e spingendo il lettore ad abbeverarsi alle loro fonti intossicate per il modico costo di un “click e condividi” (che abbiamo più volte dimostrato tradursi in denaro sonante per professionisti della bufala), dall’altro lato, come dei veri e propri organismi parassitari, hanno un bisogno patologico delle fonti ufficiali da pervertire e distorcere a loro piacimento.

Quando abbiamo letto Leader Austriaco distrugge Gentiloni: un incapace che non difende il suo paese!, alternative news targata “Il Fatto dal Web” e datata 5 marzo 2017 abbiamo subito subdorato qualcosa che non andava:

GENTILONI non fa paura, è un incapace non difende l’Italia. Il leader austriaco Hofer lo sfida.

Al Brennero proseguono i lavori per la costruzione della barriera. GENTILONI minaccia sanzioni da parte della Ue. Ma l’Austria è pronta ad andare fino in fondo. Hofer: “Solo il 20% degli arrivi in Austria sono profughi”.

Norbert Hofer ha messo le cose in chiaro. I controlli al Brennero sono inevitabili.

“Non mi fanno di certo piacere – ha detto il leader dalla destra Fpo, vincitore del primo turno alle presidenziali – ma non abbiamo altra scelta”. Un avvertimento che non farà certo piacere al premier PAOLO GENTILONI che, incapace a difendere l’Italia dall’ondata migratoria, ha ripiegato sull’Unione europea invocando sanzioni contro l’Austria. Ma Hofer non si è lasciato intimorire e ha messo in chiaro che “i confini esterni di Schengen vanno messi in sicurezza”. E questo l’Italia non è in grado di farlo.

Il colpo di coda dell’inverno che ha portato temperature tutt’altro che primaverili e neve sui rilievi più alti, non rallentano i lavori per la costruzione della barriera anti-migranti voluta dall’Austria al valico di Passo del Brennero. Pochi metri dopo la frontiera con l’Italia, all’altezza dell’area di servizio autostradale Rosenberger si sta procedendo a tagliare il guardrail che separa le due carreggiate.

Proprio in quel punto dovrebbe sorgere la lunga barriera che servirà per controllare mezzi e persone e che arriverà fino alla strada statale per uno sviluppo complessivo di 250 metri. “I controlli – ha sottolineato dal ministro degli Interi di Vienna, Wolfgang Sobotka – inizieranno a partire da giugno”. “Se la cooperazione con l’Italia funzionerà non ci sarà bisogno di una recinzione al confine”, ha chiarito Sobotka lasciando, però, intendere che non ci saranno problemi ad allestirla in poco tempo.
“Solo il 20% degli arrivi in Austria – ha spiegato Hofer in conferenza stampa – sono veri profughi che inoltre hanno attraversato paesi sicuri”. I controlli saranno effettuati subito dopo la galleria, in territorio italiano, che collega il Belpaese all’Austria. Il traffico sarà fatto rallentare fino ad una velocità massima di 30 chilometri orari e, a sua volta, incanalato su quattro corsie, due per le autovetture e moto, altrettanti per i mezzi pesanti.

La polizia austriaca al confine controllerà le persone e, quelle ritenute “sospette”, saranno deviate nella vicina area predisposta all’identificazione. Analoga sarà la logistica sulla strada statale. Una sistema analogo è in atto già da parecchi mesi a Kiefersfelden, al confine tra GerMania ed Austria. Il traffico automobilistico viene fatto convogliare su un’unica corsi.

Basta una cursoria lettura per approfondire che si tratta di una clickbait, uno scontro tra visioni del mondo e politiche in cui Hofer neppure interagisce col Presidente del Consiglio Italiano.

Potremmo quindi usare il tag acchiappaclick, ma c’è dell’altro.

Ma il tag disinformazione? Ricordate quando vi parliamo della disinformazione del Giorno della Marmotta, che deriva il suo nome dal famoso film Ricomincio da Capo in cui Bill Murray interpreta un giornalista cinico e cattivo costretto da un potere misterioso a rivivere il “Giorno della Marmotta” del titolo (una festività locale di cui è chiamato a fare il reportage) per un numero incalcolabile di volte finché non sarà diventato una persona migliore?

Vi diciamo sempre che una disinformazione “Giorno della Marmotta” accade quando la Camera dell’Eco di turno, in assenza di una notizia facilmente viralizzabile, ne cerca su Google una adatta a suscitare indignazione nel Popolo della Rete e ne cancella, come un bambino discolo e svogliato negli studi che copia i compiti da Wikipedia o dal compagno di banco, ogni riferimento datario, a volte spingendosi a cambiare i nomi dei personaggi.

In questo il viralizzatore, convinto che non sarebbe stato scoperto, ha scopiazzato allegramente pezzi di un articolo di Il Giornale titolato Brennero, Hofer sfida Renzi: “I controlli sono inevitabili” del 26 aprile 2016, tagliando qua e là pezzetti da sostituire con proprie invettive nazionalpopolari e antikasta che tanto fomentano i cliccatori della domenica e sostituendo ogni iterazione di “Matteo Renzi” e “Renzi” con “PAOLO GENTILONI” tutto in maiuscolo, tradendo un uso svogliato dello strumento “Trova e sostituisci”, varcando quel sottile confine che rende la disinformazione del giorno della marmotta una vera e propria bufala grottesca e risibile.

E non è neppure tutta farina del suo sacco. Le interpolazioni citate infatti sono copiate dal testo di NewsItalys, altra Camera dell’Eco ben nota, dal titolo, non a caso Leader Austriaco distrugge Gentiloni: un incapace che non difende il suo paese!, a sua volta una “disinformazione del giorno della marmotta” vera e propria.

Titolo acchiappaclick, articolo rimaneggiato per inventare dal nulla una inesistente interazione tra Norbert Hofer ed un Presidente del Consiglio che, al 26 Aprile 2016, non avrebbe mai neppure osato prevedere la sua nomina, una bufala costruita assemblando e rimaneggiando una disinformazione in modo pedestre… diciamo che anche questa volta non ci siamo fatti mancare niente.