BUFALA: la grande bufala sul sale rosa dell’Himalaya

BUFALA: la grande bufala sul sale rosa dell’Himalaya

Negli ultimi anni, c’è stato un vero e proprio boom di vendite di “sale dell’Himalaya”.   Ormai è presente in quasi tutte le tavole italiane e tutti, più o meno, ne abbiamo sentito parlare, magari attraverso qualche amico che ne enfatizzava le proprietà benefiche.
La prima volta che lo comprai, diversi anni fa, fui attratto quasi esclusivamente dal colore rosato. Non conoscevo le peculiarità, quasi miracolose, di questi cristalli e non mi preoccupai più di tanto per il prezzo esorbitante: ne valeva la pena, sorprendere gli ospiti con un sale dal colore così accattivante, magari da mettere in un macinino di quelli trasparenti che ne esaltassero la colorazione.

Per diverso tempo, continuai a pensare ad un sale con un bell’aspetto, niente di più. Lo usavo raramente e solo in occasioni un po’ particolari (con quello che mi era costato…).

Recentemente ho cominciato ad trovare questo sale ovunque, a casa di amici, al ristorante, in mensa. Si trova facilmente al supermercato sotto casa, nelle vetrine dei negozi, in erboristeria, nei negozi biologici e perfino in qualche para-farmacia. Ho cominciato anche a sentire amici che ne parlavano, sempre con maggior insistenza, che ne descrivevano le fantastiche (o fantasiose) proprietà, alle quali, di tanto in tanto si aggiungeva una nuova, incredibile, virtù, tra cui:

  • Aiuta la salute vascolare
  • Migliora il funzionamento polmonare
  • Promuove l’equilibrio del pH all’interno delle cellule
  • Riduce i segni dell’invecchiamento
  • Migliora il sonno
  • Previene i crampi muscolari
  • Aumenta l’idratazione
  • Rafforza le ossa
  • Abbassa la pressione sanguigna
  • Migliora la circolazione
  • Disintossica il corpo dei metalli pesanti
  • Previene il rischio di ictus
  • Aumenta la la libido
  • Combatte l’impotenza

Siamo davanti ad una sostanza naturale, pura, incontaminata, dai benefici fantastici, l’alimento che tutti noi dovremmo assumere. Ho pensato a quanti avrebbero cominciato ad usarlo al posto dello zucchero, nei dolci e nel caffè del bar, a quanti vecchietti arzilli avrei trovato nelle case di riposo, pronti ad assumere quantità industriali di questo “Viagra Rosa”, magari usato per condire l’insalata.

Chi ha la mia età, tuttavia, ricorderà un famoso spot degli anni 80 che recitava “Noi siamo scienza, non fantascienza”. Scrivere per Bufale è un po’ questo: prima verifico, trovo le fonti, le prove, poi giudico se si tratta di scienza o fantascienza.

Ho cominciato, così, a fare qualche ricerca sulle proprietà del sale dell’Himalya e vi dico subito che, purtroppo, c’è molta, troppa, fantascienza in ciò che ci viene propinato.

Andiamo con ordine e analizziamo alcune delle affermazioni che vengono fatte sul sale rosa.

“Il sale rosa dell’Himalaya è ben diverso dal comune sale da cucina, che è costituito essenzialmente da cloruro di sodio”

Falso: il sale rosa contiene il 97% di cloruro di sodio, esattamente come il normale sale da cucina venduto in Italia, visto che questo contenuto è definito dalla legge. La composizione chimica del sale dell’Himalaya comprende: 95-96% di cloruro di sodio 2-3% di polialite K2Ca2Mg(SO4)4·2(H2O) e tracce di molti altri minerali.

“Il sale Himalayano è incontaminato: quando viene estratto, risulta puro proprio come quando si era depositato nel suolo migliaia di anni prima.”

Vero: bisogna, tuttavia, fare delle precisazioni: Ogni miniera di sale esistente al mondo proviene da un antico mare asciugatosi milioni di anni fa. Anche in Italia (a Petralia, in Sicilia) abbiamo una miniera di dove si estrae salgemma: cloruro di sodio raffinatissimo.

“Viene estratto in miniere naturali di sale che si trovano sulla catena dell’Himalaya e che si sono formate grazie ad un processo durato ben 250 milioni di anni”

Falso: il sale non proviene affatto dalla catena dell’Himalya, ma viene estratto nella “Salt range”: una provincia Punjab in Pakistan. Si tratta un sistema di montagne,che dista qualche centinaio di chilometri dalla famosa catena montuosa, 160 chilometri a sud di Islamabad. La miniera di Khewra, venne scoperta nel 320 a.C. dalle truppe di Alessandro Magno, oggi produce circa 400.000  tonnellate di sale all’anno.  Si tratta della seconda miniera di sale più grande al mondo. A seconda dei livelli (19, di cui 11 sotterranei) su cui si sviluppa la miniera, il sale assume colorazioni diverse: da un rosato appena accennato ad un rosso vivo.

“E’ un prodotto equo solidale”

Falso:  La domanda, a livello mondiale, di questo sale ha peggiorato le condizioni dei lavoratori della miniera che lavorarono in condizioni precarie e con salari miseri. Nel 2011, il crollo di una parete, ha provocato la morte di 7 operai, alle cui famiglie non è stata riconosciuta alcuna indennità, come affermato dal presidente della Federazione dei Sindacati della miniera: Kazim Kamal. Stessa sorte toccata alle famiglie di altri 4 minatori morti nel 2014Secondo Kamali minatori irregolari, non registrati in alcun modo, sarebbero centinaia, il lavoro procede a ritmi infernali, negando, di fatto, ogni diritto di lavoratore, i dispositivi di sicurezza più elementari e perfino l’acqua potabile. Un altro grave problema è quello delle donne, costrette a trasportare i pesanti sacchi di sale sulle spalle per chilometri, fino alle zone produttive, in cambio di salari miseri. Uno sfruttamento preoccupante che rende questo prodotto lontano da ciò che è equo e solidale.

 

“Contiene naturalmente la quantità di iodio necessaria al fabbisogno umano”

Falso: nel sale rosa, lo iodio, è del tutto assente. Un essere umano deve assumere circa 0,15 milligrammi al giorno di iodio,che contribuisce a favorire il metabolismo umano e aiuta il corretto funzionamento della tiroide. Purtroppo la nostra dieta è spesso povera di questo elemento ed è per questo che lo stesso viene aggiunto al sale in proporzioni che siano sufficienti al nostro fabbisogno giornaliero. In india, dove il problema della carenza di iodio tra la popolazione, è un problema sentito, la vendita del sale non iodato e del sale rosa è vietata. Il minerale più presente nel sale rosa è il ferro, che è responsabile, del caratteristico colore, visto che i cristalli non subiscono alcun trattamento sbiancante.

“Il sale marino è inquinato poiché è inquinato il mare”

Falso: Se ci riferiamo al sale marino, estratto dall’acqua di mare, è facile pensare che le sostanze inquinanti, una volta evaporata l’acqua, rimangano all’interno dei cristalli di sale. E’ bene specificare, tuttavia, che il sale, prima di essere commercializzato, subisce dei processi di depurazione e raffinazione che hanno il compito di eliminare tutte le impurità, lasciando che solo il cloruro di sodio rimasto, cristallizzi sotto il sole delle saline. Il sale marino è naturalmente ricco di iodio, ma attraverso il  processo di raffinazione, esso viene eliminato o sensibilmente ridotto, per questo motivo, in alcuni sali da cucina, lo iodio viene aggiunto artificialmente. La salgemma, invece, proviene da antichi oceani e si trova, normalmente, nel sottosuolo. Esistono miniere di sale in tutto il mondo (non solo in Himalaya) e, a secondo dal grado di purezza, anche questo sale viene sottoposto a raffinazione per eliminare le impurità che normalmente si trovano tra i cristalli. La salgemma, non lavorata, normalmente, non contiene iodio.

“È ricchissimo di sali minerali: sono ben 84 elementi, quelli presenti nel sale rosa”

Vero: ma non viene specificato quali siano questi elementi e cosa servono. Cerchiamo di fare chiarezza. Viene enfatizzata la presenza, nel sale rosa, di 84 oligoelementi che dovrebbero essere indispensabili per il nostro organismo. In realtà, secondo le analisi spettroscopiche, solo 15 di questi sono noti per svolgere ruoli importanti nei processi biologici. Viene da chiedersi a cosa servano gli altri minerali presenti, visto che non sono, in alcun modo, considerati sostanze nutritive o benefiche per la salute. Analizzando la composizione chimica del sale Hymalaiano, al contrario, possiamo notare che, alcuni elementi, sono noti per essere dannosi. L’elenco include molti veleni come mercurio, l’arsenico, il piombo, il cadmio, e il tallio. Elementi radioattivi, come il radio, l’uranio, il polonio, il plutonio e molti altri. Attenzione però, non facciamo allarmismo: queste sostanze, sono presenti in concentrazioni infinitesimali, in alcuni casi una parte per miliardo e la loro presenza non è sempre certa in tutti i campioni. E’ facile notare, proprio attraverso le analisi, che sia gli elementi utili, che quelli dannosi, siano presenti in quantità talmente insignificanti da rendere qualsiasi effetto (positivo o negativo), completamente ininfluente. In fondo all’articolo potrete trovare la tabella degli elementi.

“Gli effetti benefici del sale rosa sono molteplici ed innegabili”

Falso: non c’è una fonte, di alcun genere, che certifichi le proprietà benefiche di questo sale. Nonostante alcuni nutrizionisti e qualche medico, lo consiglino, ad oggi, non esiste alcuna prova scientifica in grado di dimostrarne i benefici. Esistono, a dire il vero, alcuni studi mirati a dimostrare le peculiarità straordinarie del sale rosa, ma i campioni su cui si sono svolti i test e le società che li hanno condotti, non sono da considerarsi come attendibili. Le prove scientifiche, ad oggi, hanno dimostrato come non ci si alcun tipo di beneficio dato dall’assunzione di questo sale.

“Il sale rosa inalato, cura l’asma”

Falso: non è il sale rosa che “cura” l’asma. Le particelle di cloruro di sodio, sono un antibatterico ed antinfiammatorio naturale e rappresentano, proprio per questo, un coadiuvante nella cura di infezioni alle vie aeree, quali tosse, raffreddore allergie, asma, sinusiti, bronchiti ecc. L’halotherapia è l’esposizione e l’inalazione di cloruro di sodio che può avvenire attraverso areosol, oppure in ambienti appositamente progettati, dove l’atmosfera è satura di particelle. E’ un trattamento complementare che non può, in alcun modo, sostituire la terapia farmacologica, soprattutto in caso di patologie croniche. Ogni tipo di sale può essere usato per queste terapie, non solo quello rosa. Generalmente, nelle grotte di sale in cui viene praticata l’halotherapia, l’atmosfera è controllata in quanto, un’elevata concentrazione di sale non monitorata potrebbe causare, ritenzione di liquidi (linfedema), oltre ad altri problemi nei soggetti più a rischio, come i cardiopatici.

 

Per avere qualche notizia in più sul sale dell’Himalaya ho chiesto aiuto ad un vero intenditore: Simone Salvini, chef di fama internazionale, socio e docente della scuola di cucina vegetale FunnyVeg Academy

Il sale cosiddetto himalayano spesso è inteso come quello rosa a grani irregolari e grossi. Anziché provenire dalla catena montuosa più alta e famosa al mondo il sale rosa viene estratto da una miniera del Punjab una regione divisa tra il Pakistan e l’india. Pure le sue miracolose caratteristiche sono probabilmente il frutto di una geniale campagna comunicativa che poco a che fare con le reali caratteristiche del prodotto in questione.
Parlando di sale integrale indiano invece mi viene in mente un altro ingrediente dalle caratteristiche interessanti sotto diversi punti di vista. Il kala namak per esempio viene utilizzato in molti trattamenti ayurvedici al fine di stimolare agni ovvero il fuoco gastrico. Se il fuoco gastrico si trova in una condizione salutare molte delle nostre principali funzioni fisiologiche saranno in equilibrio. È un salgemma che si trova sui banchi dei mercati indiani in forma grezza; ha un colore molto scuro e un sapore leggermente sulfureo. Si consiglia di conseguenza di utilizzarlo con attenzione poiché oltre a salare può ‘condire’ e insaporire in modo deciso le pietanze nelle quali è aggiunto. Il kala namak non ha quindi lo stesso fascino o potere attrattivo del ‘sale himalayano’ per via sia del colore sia per la forma. A questo riguardo non ho mai sentito un medico ayurvedico affermare che il sale nero sia in grado di sprigionare dei degli ioni negativi. Nè ho mai visto lampade lampade rivestite di sale grezzo ayurvedico. Gli studi dei medici o studiosi, da me conosciuti, avevano quasi tutti una lampada da scrivania con il classico vetro trasparente e decorato alla maniera indiana. La luce diffusa aveva forse meno charme e tuttavia era in grado di svolgere la sua funzione!
Il sale secondo la tradizione antica indiana prima di tutto è uno dei 6 sapori (rasa) principali presenti negli alimenti a disposizione. Oltre a stimolare le funzioni gastriche ha la capacità, se usato con moderazione, di risvegliare l’appetito e equilibrare il nostro sistema idrico. Ovvio che il sale dovrebbe essere di tipo integrale cioè non impoverito dei suoi naturali componenti né sottoposto a trattamenti troppo rettificanti”

Simone Salvini

Insomma, ma allora perché e come, è nata questa “bufala”?

Il sale rosa dell’Himalaya fa la sua comparsa nel mercato europeo già verso la fine degli anni 90, quando tal Peter Ferreira, comincia a decantarne le proprietà miracolose, nelle sue conferenze. Nel 2001, Ferreira, in collaborazione con un medico tedesco (Barbara Hendel), scrive il libro “Wasser & Saltz” che diventa presto un best seller.

Secondo la rivista Focus, lo stesso Ferreira, fa affari d’oro con la commercializzazione di questo sale che, nei decenni successivi invade i negozi europei ed americani. Le proprietà del sale si arricchiscono di nuove, miracolose virtù i prezzi del sale continuano a crescere vertiginosamente così come i guadagni delle aziende che lo commercializzano.

 

“Le lampade al sale rosa purificano l’ambiente”

Falso: oggi il sale rosa sta invadendo anche il mercato della cosmetica (creme, saponi, unguenti, smalti, scrub, dentifrici, ecc), sull’onda di una bufala colossale, di proporzioni mondiali, ma non solo: la “genialata” successiva è stata quella di creare delle splendide lampade al sale rosa. Sono, effettivamente molto belle, con la loro luce elegante e soffusa e forse sarebbe bastato questo per venderne centinaia di migliaia di pezzi in tutto il mondo, ma, sfruttando la “bufala” del sale rosa, si è voluto a tutti i costi, dotare queste lampade (una semplice lampadina in un blocco di salgemma) di un’ulteriore azione miracolosa. Le lampade, infatti, sarebbero capaci di purificare l’aria, attraverso l’emissione di ioni negativi, questi, a loro volta, favorirebbero la concentrazione e l’attenzione, oltre al miglioramento della produttività ed il rafforzamento del sistema immunitario. A questo proposito, sarebbero in grado di curare una serie infinita di malattie, prevenire ictus, ipertensione, insonnia e tanto altro. La loro luce, infine renderebbe più stabile, armoniosa e leggera l’energia dell’ambiente.

Peccato che queste lampade non producano un solo ione, nonostante fantomatici “studi scientifici”, dimostrino il contrario (ma non c’è alcuna fonte attendibile)

Jack Beauchamp chimico e professore all’Istituto di tecnologia della California (Caltech) ha analizzato per un lungo periodo queste lampade e successivamente dichiarato:

“Siamo degli esperti nell’osservazione degli ioni. Abbiamo analizzato la lampada con un macchinario in grado di misurare gli ioni, non abbiamo trovato neanche uno. L’abbiamo accesa, abbiamo aspettato, ma non abbiamo trovato nulla.

Non riesco immaginare alcun processo fisico che porterebbe alla formazione di ioni dati dal riscaldamento del blocco di sale, con e senza la presenza di vapore acqueo in qualsiasi quantità”

Concludo con un’affermazione che ho trovato in questa ricerca e che, meglio di altre, riassume questo articolo:  affermando che

“il sale rosa dell’Humalaya è  il trionfo del marketing sulla scienza e sul buon senso”.

Continuate ad usarlo per il suo bel colore… nulla di più

*Composizione spettroscopica Sale rosa dell’Hymalaya

Element Ion Atomic # Concentration Method/Source
Hydrogen H 1 0.30 g/kg DIN
Lithium Li 3 0.40 g/kg AAS
Beryllium Be 4 <0.01 ppm AAS
Boron B 5 <0.001 ppm FSK
Carbon C 6 <0.001 ppm FSK
Nitrogen N 7 0.024 ppm ICG
Oxygen O 8 1.20 g/kg DIN
Fluoride F 9 <0.1 g Potentiometric
Sodium Na 11 382.61 g/kg FSM
Magnesium Mg 12 0.16 g/kg AAS
Aluminum Al 13 0.661 ppm AAS
Silicon Si 14 <0.1 g AAS
Phosphorus P 15 <0.10 ppm ICG
Sulfur S 16 12.4 g/kg TXRF
Chloride Cl 17 590.93 g/kg Gravimetric
Potassium K 19 3.5 g/kg FSM
Calcium Ca 20 4.05 g/kg Titration
Scandium Sc 21 <0.0001 ppm FSK
Titanium Ti 22 <0.001 ppm FSK
Vanadium V 23 0.06 ppm AAS
Chromium Cr 24 0.05 ppm AAS
Manganese Mn 25 0.27 ppm AAS
Iron Fe 26 38.9 ppm AAS
Cobalt Co 27 0.60 ppm AAS
Nickel Ni 28 0.13 ppm AAS
Copper Cu 29 0.56 ppm AAS
Zinc Zn 30 2.38 ppm AAS
Gallium Ga 31 <0.001 ppm FSK
Germanium Ge 32 <0.001 ppm FSK
Arsenic As 33 <0.01 ppm AAS
Selenium Se 34 0.05 ppm AAS
Bromine Br 35 2.1 ppm TXRF
Rubidium Rb 37 0.04 ppm AAS
Strontium Sr 38 0.014 g/kg AAS
Ytterbium Y 39 <0.001 ppm FSK
Zirconium Zr 40 <0.001 ppm FSK
Niobium Nb 41 <0.001 ppm FSK
Molybdenum Mo 42 0.01 ppm AAS
Technetium Tc 43 Unstable artificial isotope N/A
Ruthenium Ru 44 <0.001 ppm FSK
Rhodium Rh 45 <0.001 ppm FSK
Palladium Pd 46 <0.001 ppm FSK
Silver Ag 47 0.031 ppm AAS
Cadmium Cd 48 <0.01 ppm AAS
Indium In 49 <0.001 ppm FSK
Tin Sn 50 <0.01 ppm AAS
Antimony Sb 51 <0.01 ppm AAS
Tellurium Te 52 <0.001 ppm FSK
Iodine I 53 <0.1 g Potentiometric
Cesium Cs 55 <0.001 ppm FSK
Barium Ba 56 1.96 ppm AAS/TXR
Lanthanum La 57 <0.001 ppm FSK
Cerium Ce 58 <0.001 ppm FSK
Praseodymium Pr 59 <0.001 ppm FSK
Neodymium Nd 60 <0.001 ppm FSK
Promethium Pm 61 Unstable artificial isotope N/A
Samarium Sm 62 <0.001 ppm FSK
Europium Eu 63 <3.0 ppm TXRF
Gadolinium Gd 64 <0.001 ppm FSK
Terbium Tb 65 <0.001 ppm FSK
Dysprosium Dy 66 <4.0 ppm TXRF
Holmium Ho 67 <0.001 ppm FSK
Erbium Er 68 <0.001 ppm FSK
Thulium Tm 69 <0.001 ppm FSK
Ytterbium Yb 70 <0.001 ppm FSK
Lutetium Lu 71 <0.001 ppm FSK
Hafnium Hf 72 <0.001 ppm FSK
Tantalum Ta 73 1.1 ppm TXRF
Wolfram W 74 <0.001 ppm FSK
Rhenium Re 75 <2.5 ppm TXRF
Osmium Os 76 <0.001 ppm FSK
Iridium Ir 77 <2.0 ppm TXRF
Platinum Pt 78 0.47 ppm TXRF
Gold Au 79 <1.0 ppm TXRF
Mercury Hg 80 <0.03 ppm AAS
Thallium Ti 81 0.06 ppm AAS
Lead Pb 82 0.10 ppm AAS
Bismuth Bi 83 <0.10 ppm AAS
Polonium Po 84 <0.001 ppm FSK
Astatine At 85 <0.001 ppm FSK
Francium Fr 87 <1.0 ppm TXRF
Radium Ra 88 <0.001 ppm FSK
Actinium Ac 89 <0.001 ppm FSK
Thorium Th 90 <0.001 ppm FSK
Protactinium Pa 91 <0.001 ppm FSK
Uranium U 92 <0.001 ppm FSK
Neptunium Np 93 <0.001 ppm FSK
Plutonium Pu 94 <0.001 ppm FSK
Element Ion Atomic # Concentration Method/Source
Hydrogen H 1 0.30 g/kg DIN
Lithium Li 3 0.40 g/kg AAS
Beryllium Be 4 <0.01 ppm AAS
Boron B 5 <0.001 ppm FSK
Carbon C 6 <0.001 ppm FSK
Nitrogen N 7 0.024 ppm ICG
Oxygen O 8 1.20 g/kg DIN
Fluoride F 9 <0.1 g Potentiometric
Sodium Na 11 382.61 g/kg FSM
Magnesium Mg 12 0.16 g/kg AAS
Aluminum Al 13 0.661 ppm AAS
Silicon Si 14 <0.1 g AAS
Phosphorus P 15 <0.10 ppm ICG
Sulfur S 16 12.4 g/kg TXRF
Chloride Cl 17 590.93 g/kg Gravimetric
Potassium K 19 3.5 g/kg FSM
Calcium Ca 20 4.05 g/kg Titration
Scandium Sc 21 <0.0001 ppm FSK
Titanium Ti 22 <0.001 ppm FSK
Vanadium V 23 0.06 ppm AAS
Chromium Cr 24 0.05 ppm AAS
Manganese Mn 25 0.27 ppm AAS
Iron Fe 26 38.9 ppm AAS
Cobalt Co 27 0.60 ppm AAS
Nickel Ni 28 0.13 ppm AAS
Copper Cu 29 0.56 ppm AAS
Zinc Zn 30 2.38 ppm AAS
Gallium Ga 31 <0.001 ppm FSK
Germanium Ge 32 <0.001 ppm FSK
Arsenic As 33 <0.01 ppm AAS
Selenium Se 34 0.05 ppm AAS
Bromine Br 35 2.1 ppm TXRF
Rubidium Rb 37 0.04 ppm AAS
Strontium Sr 38 0.014 g/kg AAS
Ytterbium Y 39 <0.001 ppm FSK
Zirconium Zr 40 <0.001 ppm FSK
Niobium Nb 41 <0.001 ppm FSK
Molybdenum Mo 42 0.01 ppm AAS
Technetium Tc 43 Unstable artificial isotope N/A
Ruthenium Ru 44 <0.001 ppm FSK
Rhodium Rh 45 <0.001 ppm FSK
Palladium Pd 46 <0.001 ppm FSK
Silver Ag 47 0.031 ppm AAS
Cadmium Cd 48 <0.01 ppm AAS
Indium In 49 <0.001 ppm FSK
Tin Sn 50 <0.01 ppm AAS
Antimony Sb 51 <0.01 ppm AAS
Tellurium Te 52 <0.001 ppm FSK
Iodine I 53 <0.1 g Potentiometric
Cesium Cs 55 <0.001 ppm FSK
Barium Ba 56 1.96 ppm AAS/TXR
Lanthanum La 57 <0.001 ppm FSK
Cerium Ce 58 <0.001 ppm FSK
Praseodymium Pr 59 <0.001 ppm FSK
Neodymium Nd 60 <0.001 ppm FSK
Promethium Pm 61 Unstable artificial isotope N/A
Samarium Sm 62 <0.001 ppm FSK
Europium Eu 63 <3.0 ppm TXRF
Gadolinium Gd 64 <0.001 ppm FSK
Terbium Tb 65 <0.001 ppm FSK
Dysprosium Dy 66 <4.0 ppm TXRF
Holmium Ho 67 <0.001 ppm FSK
Erbium Er 68 <0.001 ppm FSK
Thulium Tm 69 <0.001 ppm FSK
Ytterbium Yb 70 <0.001 ppm FSK
Lutetium Lu 71 <0.001 ppm FSK
Hafnium Hf 72 <0.001 ppm FSK
Tantalum Ta 73 1.1 ppm TXRF
Wolfram W 74 <0.001 ppm FSK
Rhenium Re 75 <2.5 ppm TXRF
Osmium Os 76 <0.001 ppm FSK
Iridium Ir 77 <2.0 ppm TXRF
Platinum Pt 78 0.47 ppm TXRF
Gold Au 79 <1.0 ppm TXRF
Mercury Hg 80 <0.03 ppm AAS
Thallium Ti 81 0.06 ppm AAS
Lead Pb 82 0.10 ppm AAS
Bismuth Bi 83 <0.10 ppm AAS
Polonium Po 84 <0.001 ppm FSK
Astatine At 85 <0.001 ppm FSK
Francium Fr 87 <1.0 ppm TXRF
Radium Ra 88 <0.001 ppm FSK
Actinium Ac 89 <0.001 ppm FSK
Thorium Th 90 <0.001 ppm FSK
Protactinium Pa 91 <0.001 ppm FSK
Uranium U 92 <0.001 ppm FSK
Neptunium Np 93 <0.001 ppm FSK
Plutonium Pu 94 <0.001 ppm FSK

Fonti:

https://www.researchgate.net/publication/266869480_2_ANALYSIS_OF_ROCK_AND_SEA_SALT_FOR_VARIOUS_ESSENTIAL_S_AND_INORGANIC_ELEMENTS

http://www.idosi.org/wasj/wasj9(11)/3.pdf

Crediti: Andrea Tiziano Farinati