BUFALA – I corsi di “sesso gay” – Bufale.net

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Numerose sono state le segnalazioni in questi giorni di un perplesso filmato che si presenta come la pistola fumante di un disegno per portare “anche in Italia”, dei presunti corsi di sesso anale e gay.

Lo staff di bufale.net è sempre sul pezzo, ed in tempi non sospetti aveva già provveduto a smantellare i due pezzi di cui questa accusa, a tutti gli effetti una vera e propria bufala, è composta.

1. In Germania si tengono corsi di sesso anale e gay per bambini! Presto arriveranno anche in Italia! – BUFALA

Si sta parlando infatti di un testo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che raccomanda, per tramite del documento “Standard per l’Educazione Sessuale in Europa” un insegnamento, il passaggio da un mero “focus negativo”, basato “sui potenziali rischi della sessualità, come la gravidanza e le infezioni sessualmente trasmesse” ad un approccio olistico e per tappe evolutive, “basato sul concetto di sessualità come area del potenziale umano”. Si tratta, insomma, di superare un’educazione spesso raccogliticcia, composta da taboo e divieti inefficaci, per pervenire (cfr. pag. 27 del rapporto OMS) ad una didattica che sia

adeguata per l’età rispetto al livello di sviluppo e alle possibilità di comprensione, è sensibile rispetto alla cultura, alla società e al genere. E’ rapportata alle realtà di vita di bambini o ragazzi.

Troverete maggiori dettagli sul tema nel nostro articolo dal titolo BUFALA follia ue, corsi di masturbazione per bimbi di 4 anni: imposizione su materne ed elementari

2. In Germania vengono arrestati i genitori che rifiutano di mandare i bambini a corsi di perversione! – BUFALA

In realtà nessuno, in Germania, ti arresterà  per “non aver mandato i tuoi figli a corsi di perversione”.

Ma puoi essere multato se tieni i tuoi figli a casa da scuola, o lasci che si allontanino dall’edificio scolastico prima dell’effettivo termine delle lezioni, qualunque lezione essa sia.

Nel caso evocato dall’articolo taluni genitori, tacciando l’ordinario insegnamento di educazione sessuale facente parte dei programmi ministeriali di perversione, sono stati multati con una cifra inizialmente esigua (30-40 euro) per l’inosservanza dell’obbligo scolastico.

Volendo perpetuare la loro “ribellione”, hanno poi rifiutato di pagare le multe ricevute, venendo così incarcerati non già per l’infrazione iniziale, ma per la voluta e prolungata inottemperanza al provvedimento dell’Autorità costituito dal pagamento della sanzione pecuniaria.

Anche di questo troverete maggiori dettagli nel testo DISINFORMAZIONE Genitori incarcerati perché rifiutano l’educazione “gender” 

In conclusione, possiamo ricordarvi di mantenere alta la vigilanza: sovente vecchie bufale, o testi già sbufalati, tendono, nel passaggio “virale” attraverso la rete, ad incorporare bufale pregresse oppure alterare la loro forma per rendersi più appetibili.

In tal caso, è sempre cosa utile identificare la fonte primaria, e valutarne la veridicità o aderenza all’evento storico narrato.