BUFALA E DISINFORMAZIONE 2000 euro ai migranti dalla Provincia di Trento

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Ci segnalano un’immagine risorta dalle proprie ceneri per ricomparire sulle bacheche degli utenti più distratti di Facebook, già smentita a cavallo tra il 2013 e il 2014:

Tale volantino – semplicemente creato e stampato da una fonte non nota, fotografato e postato sui social – trova riscontro, principalmente, su un articolo pubblicato il 2 maggio 2013 su Mattino Online:

ITALIA – Dal 2009 in Trentino è stato introdotto il reddito di garanzia che concede a chi ne ha i requisiti, un sostegno economico. Sommandosi ad altri aiuti permette agli immigrati di ricevere 2000 € senza lavorare.
Introdotto dal 2009 il reddito di garanzia funge da paracadute sociale per tutte le persone che risiedono nella provincia di Trento da almeno tre anni. Un contributo utile e che funge da garanzia in caso di perdita di lavoro obbligando comunque alla ricerca attiva di un lavoro e di avere disponibilità immediata all’accettazione di un impiego di lavoro.

Il problema è che assieme a questo reddito di garanzia, concesso a tutti i cittadini, si somma ad altri aiuti che gli immigrati già percepiscono dallo stato permettendo a certe categorie di persone di percepire ben 2000 Euro senza lavorare. Un fattore che discrimina gli italiani.
E così ecco che nella provincia di Trento vi siano cittadini extracomunitari con guadagni di oltre 2000 euro al mese, che alloggiano in case popolari e che incassano ulteriori sussidi e agevolazioni. Mentre alle famiglie italiane tutti questi aiuti vengono negati.

A smentire un tale pingue tentativo di disinformazione sono state diverse testate nazionali, tra le quali ricordiamo Il Secolo XIX in un articolo del 18 novembre 2014. La redazione de Il Secolo aveva addirittura ricevuto una richiesta telefonica di fare chiarezza da parte di una lettrice, che dai toni si dimostrava convinta sulla veridicità del volantino. Leggiamo che l’oggetto della nostra analisi comparve online il 2 maggio 2013 – citando un articolo del blog Bufale del mattino pubblicato il 14 maggio 2014 – e difatti coincide con la pubblicazione del Mattino Online.

Il Secolo XIX spiega il significato di “reddito di garanzia”:

Il riferimento è al cosiddetto “reddito di garanzia” che è rivolto sì anche a extracomunitari ma principalmente agli italiani. Questo perché si basa sulla residenza e sull’ ICEF, ovvero l’Indicatore della Condizione Economica Familiare, che deve essere inferiore a un quoziente pari allo 0,13 per ottenere, appunto, dei fondi che comunque sono distribuiti in un arco di tre anni (media di 500 euro al mese, dunque).

Per tale definizione esiste conferma sul sito istituzionale del Comune di Trento. In risposta all’ondata di condivisioni compulsive fatte di informazioni falsate troviamo un testo riportato sul sito istituzionale della Provincia di Trento, precisamente l’interrogazione 5611 della Lega Nord alla giunta provinciale del 30 gennaio 2013:

Per chi avesse problemi di visualizzazione dell’immagine riproponiamo il testo:

Nell’interrogazione 5611 ci si chiede, alla luce dell’attuale difficile congiuntura economica, quanto delle tasse pagate dai trentini, ritorni poi ai trentini attraverso azioni a loro mirate. In particolare il documento chiede di conoscere una distinzione dei contributi assegnati a trentini e stranieri e quante persone o famiglie trentine in difficoltà vengano supportate e in che misura. 
Premesso che in Trentino è la residenza e non la cittadinanza a fare la differenza nell’erogazione di contributi, con un periodo minimo di tre anni, a garanzia di una integrazione nel tessuto economico e sociale (aspetto di fatto messo in discussione attualmente sia dalla Corte europea che dai governi che si sono succeduti in questi anni), l’assessore competente ha fornito i numeri del fenomeno richiesti dall’interrogante: l’assegno una tantum sul potere d’acquisto è erogato a 25.982 residenti di nazionalità italiana, 1.298 cittadini non italiani, ma comunitari e 4.240 cittadini di provenienza extraeuropea. Per quanto riguarda le famiglie numerose il numero di nuclei beneficiari italiani è 4.606 contro 113 comunitari e 1.313 extracomunitari. Il reddito garanzia è erogato a 6.000 residenti italiani, 719 comunitari e 6.240 extracomunitari, l’assegno al nucleo famigliare va a 18.032 nuclei di cittadinanza italiana, 973 europea extra Italia e 3.911 nuclei extracomunitari. Quanto alla povertà e al tema delle famiglie in stato di bisogno, se consideriamo i parametri nazionali e cioè il reddito annuo di 6.712 euro per individuo, il 3,8% della popolazione trentina vive al di sotto di questa soglia, contro il 12,8% del resto dell’Italia. Se assumiamo una soglia maggiore, sugli 8.000 euro, la percentuale passa a circa il 10% della popolazione. 

A smentire la bufala era intervenuta anche la redazione di Giornalettismo con un articolo del 15 ottobre 2013.

Sono passati 4 anni. Oggi esiste chi crede ancora a una semplice immagine senza verificare i dati sulle fonti istituzionali. I contributi interessano chiunque abbia i requisiti richiesti. Chiunque, non è un’esclusiva per migranti. No.