ALLARMISMO Rischio morte per farmaci da reflusso. Ecco i nomi dei 6 medicinali segnalati – bufale.net

SHADOW | 23 gennaio 2018 | 0 | Allarmismo , Malattie , Medicina

Facciamo una doverosa premessa: nessun blog o portale sulla Rete, compreso questo, può sostituire il consiglio del vostro medico curante.

Per questo noi neppure ci proviamo, limitandoci a scoraggiare chi invece decide di farlo.

Un medico ha molte competenze e conoscenze specifiche: un po’ come non è sufficiente essere un valente automobilista per “mettere mani nel cofano”, e non basta leggere alcune singole norme giuridiche per improvvisarsi avvocato, non basta certo leggere un testo su Internet per diagnosticare malattie o anche solo comprendere una “segnalazione” ricevuta, correndo piuttosto il rischio di fare facile allarmismo.

Tocca quindi al portale Il mondo di noi donne decidere di rilanciare, oggi, una desueta velina di Dionidream del 2015, dichiarando che in base ad uno studio

“Le prove di questa meta-analisi suggeriscono che l’uso del domperidone aumenta del 70% il rischio di aritmia cardiaca e morte cardiaca improvvisa. L’utilizzo del domperidone nelle persone anziane dovrebbe essere scoraggiato.”

Potremmo già a questo punto fermarci e segnalare il clickbait: come arrivare dal rischio per le persone anziane al rischio morte sparato in titolo è uno dei misteri dell’acchiappaclick. Ma non lo faremo.

Ci sono effettivamente stati studi, succedutisi nel tempo, che hanno collegato il Domperidone, principio attivo nei farmaci citati, ad alcune anomalie nell’elettrocardiogramma dei neonati, ma correlazione non sempre significa causalità.

È più esatto definire la correlazione un sospetto di relazione causale tra il farmaco o vaccino e l’evento, dove l’esistenza di tale relazione deve essere poi valutata sulla base di una serie di elementi che comprendono la relazione temporale, presenza/assenza di cause alternative, plausibilità biologica, precedenti evidenze etc.

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Di fatto molti studi hanno evidenziato una correlazione fra il farmaco e problemi cardiaci nei neonati, ma altrettanti, più recenti, hanno stabilito che non si tratta di una correlazione statistica, evidenziando che il domperidone, nei neonati, non causa statisticamente problemi cardiaci, ma altre cause potrebbero essere coinvolte.

A coronamento di quanto esaminato il parere dell’EMA, ancora reperibile sul sito dell’AIFA, è evidente: il PRAC raccomanda che il Domperidone sia ancora utilizzato, ma entro i limiti dei dosaggi e della durata di terapia raccomandata.

Altro elemento che i vari postulanti del farmaco tossico omettono è che la farmacopea è un’arte amministrata dai farmacisti per il tramite necessario dei medici, ed anche il più innocuo farmaco da banco, giustamente e logicamente, contiene sin dalla confezione l’avvertenza per cui nel caso il sintomo trattato persista senza miglioramento, o con aggravamento, è necessario rivolgersi ad un medico.

E per questo che l’AIFA ha un sistema per cui segnalare eventuali reazioni avverse, ed anche il farmaco più “innocuo” viene venduto col caveat, noto anche ai bambini, che “un farmaco non è fatto di caramelle ed acqua zuccherata”, ed è un bene che l’assunzione sia monitorata da personale medico.

Questo non comporta che si possa suscitare facile allarmismo sulla Rete.

 

 

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