ALLARMISMO E NESSUNA FONTE “Agrigento, 20 migranti ex carcerati ci accerchiano e ci minacciano”

ALLARMISMO E NESSUNA FONTE “Agrigento, 20 migranti ex carcerati ci accerchiano e ci minacciano”

Un copia-incolla sta girando su Facebook di bacheca in bacheca, disegnando una situazione agghiacciante:

Andando per ordine, il post virale fa riferimento a quanto riportato dal notiziario locale Grandangolo il 19 ottobre 2017:

Nelle ultime 48 ore le vie del centro di Agrigento sono letteralmente invase dai migranti sbarcati negli ultimi giorni: ieri, nei pressi della Stazione Centrale, si sono accampati circa 200 tunisini. Preoccupazione degli abitanti, Polizia e Carabinieri presidiano Piazza Marconi.

Agrigento chiede aiuto. E’ questo il grido d’allarme lanciato dall’associazione ambientalista Mareamico, guidata da Claudio Lombardo. I migranti – denuncia l’associazione – vengono letteralmente abbandonati una volta sbarcati a Porto Empedocle con qualche sacchetto, un panino e un foglio di via che ovviamente non viene rispettato. Da qui il vero e proprio esodo che si sta verificando per le vie di Agrigento con non poche preoccupazioni per gli abitanti. La scorsa notte circa 200 migranti hanno usato la Stazione Centrale del capoluogo come un vero e proprio accampamento.

La stessa denuncia viene riportata da Corriere Agrigentino in un articolo del 19 ottobre 2017:

Dopo l’arrivo, gli immigrati dalla banchina empedoclina a gruppi si dirigono verso Agrigento attraversando la statale, e sostano in piazza Marconi e piazzale Rosselli che trasformate in gabinetti pubblici a cielo aperto l’indomani si risvegliano nella sporcizia.

Il post virale esordisce dunque descrivendo una situazione di reale disagio, denunciato – come riportano le fonti – dall’associazione ambientalista Mareamico anche in un post sulla pagina Facebook ufficiale:

Claudio Lombardo, a capo dell’associazione, ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Grandangolo:

I migranti arrivano con un traghetto ad Agrigento dopo aver espletato le prima formalità a Lampedusa, ma una volta sbarcati vengono lasciati soli. Come spiega Lombardo, essi chiedono informazioni per la stazione ferroviaria, presso la quale intendono recarsi per raggiungere altre mete, considerato il foglio di via che consente loro di stare in Italia per una sola settimana. Il pericolo è duplice, in quanto durante il tragitto dal porto alla stazione mettono a rischio sia la loro incolumità che quella degli automobilisti.

Ciò per il quale offriamo la nostra analisi, tuttavia, è la parte del messaggio in cui si segnala un episodio di tentata violenza ai danni di una comitiva di residenti che si trovava in piazza Cavour. Secondo il messaggio, il gruppo sarebbe stato minacciato da 20 migranti che si approssimavano importunando le ragazze della comitiva. L’intervento di uno del gruppo per cercare di fermare i disturbatori sarebbe stato evitato in quanto i migranti – sempre secondo il post virale – sarebbero stati muniti di coltelli, creando dunque tensione.

La vicenda non ha alcun riscontro sul web.

Addirittura, secondo il viralizzatore, gli stranieri che minacciavano la quiete sarebbero tutti ex carcerati. Il messaggio sembra prendere ispirazione da una bufala ambientata a Cagliari che avevamo smentito con un articolo dell’8 ottobre 2017, la quale parlava di un’invasione di algerini armati di coltello. In secondo luogo, a colpire è la pericolosa influenza di VoxNews, che aveva ritoccato un pezzo di Agrigento Notizie che parlava di 711 sbarchi e che VoxNews, arbitrariamente, aveva bollato come galeottiSenza alcuna prova.

Sul pezzo eravamo intervenuti con una nostra analisi pubblicata il 14 ottobre.

Non vi sono fonti, dicevamo, sul fatto di cronaca riportato dal viralizzatore. Nel costruire la vicenda, l’autore ha voluto inserire alcuni dati reali creando così un’alchimia di disinformazione e allarmismo. Il copia-incolla, anche in questo caso, è strategico per arginare lo strumento della condivisione, che invece ci aiuterebbe a risalire al creatore del messaggio. Così facendo, Internet si macchia di nuovo di allarmismo, partendo da un disagio della questione “migranti” condito da notizie infondate, ma diffuse compulsivamente pur in assenza di fonti riscontrabili.