ACCHIAPPALIKE “L’INPS ha tolto la pensione a un malato di cancro residente a Termoli”

ACCHIAPPALIKE “L’INPS ha tolto la pensione a un malato di cancro residente a Termoli”


Il 10 gennaio 2018 la pagina Facebook Ma mi faccia il piacere ha pubblicato un post:

Restando fedeli all’indicazione secondo la quale un’immagine con scritta sovrimpressa non è un’informazione se priva di fonti riscontrabili (leggete la nostra guida utile dedicata), le ricerche ci indirizzano a tre articoli.

Il primo è stato pubblicato su Termoli Online il 10 agosto 2012 e ve lo riportiamo di seguito:

Malato di cancro: “L’Inps mi ha tolto la pensione e ora non so come andare avanti”

TERMOLI. Malato di tumore con costose cure fuori regione si trova da un momento all’altro a vedersi tolta una piccola pensione che lo aiutava a vivere nel quotidiano, a mangiare e a spostarsi.

Accade in Molise, precisamente ad una persona originaria di un comune della provincia di Campobasso domiciliata a Termoli.

Una denuncia pubblica che lo sfortunato uomo affida a Termolionline.it, a cui ha voluto segnalare a suo dire l’ennesima ingiustizia subita nella vita.

“Ho sopportato 6 interventi operatori a causa di una malattia tumorale

Ho fatto la chemio, la radio e attualmente ho un’ernia addominale tanto estesa che se alzo un chilo mi esce l’intestino fuori.
Sono sottoposto ad uno stretto controllo oncologico in una regione lontana dalla nostra, quindi con complicanze di spese.

Mi hanno sottoposto a revisione da mesi, per scoprire ad agosto che la pensione non mi viene più accreditata.

Quella miseria di 270 euro mi aiutava a mangiare pasta e patate quotidianamente, e a farmi il biglietto del treno per raggiungere il centro oncologico dove sono in cura, adesso non posso fare più niente e la mia vita è appesa ad un filo.

La mia riflessione: è sacrosanto scovare i falsi ciechi e i finti invalidi in generale ma perché non usano una telecamera nascosta per filmare il dramma di un vero invalido a cui ingiustamente sospendono la misera pensione buttandolo nella disperazione?”.

Una storia davvero triste, di cui non forniamo ulteriori dettagli per motivi di riservatezza, ma che induce a riflettere a quanti rischi si incorre di danneggiare persone già deboli nell’applicare a pioggia misure di razionalizzazione della spesa.

Il secondo, qualche mese dopo (il 18 dicembre 2012), è stato pubblicato da Affari Italiani e non si tratta di un vero e proprio riscontro, in quanto il contenuto è un copia-incolla da Termoli Online. Quest’ultimo, infine, riprende la notizia in un articolo del 20 dicembre 2012:

Malato di cancro senza pensione, torna alla ribalta la storia denunciata da Termolionline

TERMOLI. A distanza di oltre 4 mesi è stata ripresa e amplificata a livello nazionale la denuncia di un malato di cancro al quale l’Inps avrebbe tolto la pensione, appena 270 euro al mese, che lo aiutavano a sostenersi.

Sei interventi costosi nel giro di poco tempo e viaggi interminabili, salvo tra una revisione e l’altra, scoprire appunto che l’Istituto nazionale della previdenza sociale gli avesse revocato anche quel minimo vitalizio.

La storia ha avuto come ribalta il canale Affari Italiani, storicamente uno dei primi a fare informazione sul web in Italia.

A segnalare il caso al direttore Perrino è stato un lettore, proprio leggendo la denuncia su Termolionline.it, pubblicata lo scorso 10 agosto.

Una denuncia in cui non vi erano molti particolari, poiché chi preme affinché siano divulgate queste notizie ha anche il timore che possa subire conseguenze e ripercussioni.

Per questo, in diretto contatto con l’Inps, abbiamo scoperto che il modus operandi di chi protesta è fiaccato dal timore di subire ritorsioni durante le visite di controllo, circostanza ovviamente assolutamente non verosimile.

In poche parole, l’ultimo “aggiornamento” riporta che un lettore di Termoli Online ha segnalato la notizia ad Angelo Maria Perrino, direttore di Affari Italiani, che ha pubblicato dunque l’articolo. Sottolineiamo un particolare:

Una denuncia in cui non vi erano molti particolari, poiché chi preme affinché siano divulgate queste notizie ha anche il timore che possa subire conseguenze e ripercussioni.

Per questo, in diretto contatto con l’Inps, abbiamo scoperto che il modus operandi di chi protesta è fiaccato dal timore di subire ritorsioni durante le visite di controllo, circostanza ovviamente assolutamente non verosimile.

Ciò che abbiamo a disposizione per confermare la notizia è dunque poco, se non niente. Ancora meno offre il link postato da Ma mi faccia il piacere, che pubblica l’immagine, totalizza 25.000 condivisioni ma non offre altri riscontri dopo 6 anni dalla pubblicazione della notizia. Non è nostra intenzione sminuire il diffuso disagio che spesso si vive proprio in funzione di pensioni e sanità, ma non possiamo confermare una notizia buttata sui social, senza una fonte e con il solo intento di accumulare dei like.

Parliamo di acchiappalike, quindi, in quanto ci troviamo di fronte a un post riferito a un caso del 2012 e sul quale le stesse fonti non offrivano dati certi.